Dissesti ed eventi calamitosi e il ricordo di Mariannina: serata densa di significati

In sala don Tamis la nuova iniziativa del circolo culturale agordino in memoria di colei che ne fu l’appassionata guida fino alla morte 

L’EVENTO

Un’opera di ricerca e di divulgazione di una donna caparbia che ha saputo ritagliarsi uno spazio in un campo che era quasi esclusivamente maschile. Sabato pomeriggio in sala “don Tamis” ad Agordo un buon numero di persone ha assistito contemporaneamente a due eventi: la presentazione della ristampa di “Dissesti idrogeologici ed eventi calamitosi nell’Agordino dal 1000 al 1966” e il ricordo di Mariannina Del Din Dall’Armi, l’autrice che lo scrisse trentasei anni fa. Il Circolo culturale agordino, di cui Mariannina fu storica presidente fino alla morte nel 2017, ha costruito un mosaico in cui i vari pezzi hanno permesso al pubblico di comprendere l’attualità del testo e la necessità di figure che indaghino la realtà locale e ne diffondano i risultati ottenuti. Don Sergio Sacco dell’Istituto bellunese di ricerche sociali e culturali (editore del testo) ha reso omaggio a Mariannina evidenziano più volte il suo impegno di donna che, assieme a Carmela Ronchi, ha saputo dare molto alla cultura agordina. È quindi intervenuto il geologo Vittorio Fenti che aveva collaborato alla stesura del libro.


«È un volume attuale», ha detto, «le cui notizie, specie quelle più datate, sono state tratte dai registri parrocchiali. È un’opera che rimane importante perché è importante anche per i professionisti sapere dove in passato sono accaduti i dissesti, le frane e le valanghe».

Proprio partendo dall’eredità del lavoro di Mariannina, Fenti ha esplicitato quella che a suo avviso è una necessità: realizzare una mappatura digitale degli eventi calamitosi in zona. La prima parte della manifestazione, coordinata da Lionella Tonet e Patrizio De Ventura, si è conclusa con la proiezione del filmato di Giuseppe Crose (Pino Sento) e Adriano Bianchi che mostra l’alluvione del 1966 a La Valle. A seguire Manolo Piat, presidente del Gruppo di divulgazione scientifica di Belluno, e Sara Luchetta, ricercatrice “Ca’Foscari” di Venezia, hanno messo in luce le caratteristiche di divulgazione e ricerca che hanno trovato nell’opera di Mariannina. Il primo ha sottolineato l’importanza di esplicitare le fonti tramite cui si è arrivati a una conclusione e la capacità di stimolare domande nei destinatari. La seconda ha spiegato le tre C sui cui poggia la ricerca sui dissesti: la curiosità individuale e sociale nei confronti di un tema; la collettività delle voci attraverso cui si è cercato di dare risposta; la condivisione di quanto raccolto. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Torino, i cinghiali in città rovesciano i cassonetti in cerca di cibo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi