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Abbracci di dolore per la bambina morta, l’investitrice va a casa di Petra: «Nipotina mia...»

La donna di Soranzen fa visita ai familiari, amici da sempre. Fatalità assurda. «Da lassù pensa a questa povera nonna»

CESIOMAGGIOREUn abbraccio pieno di dolore ma anche di affetto, nelle ore più difficili di una tragedia che ha colpito profondamente tutta una comunità.

La donna di Soranzen alla guida dell’auto che sabato mattina ha investito Petra è andata a fare visita ai genitori della bambina di 10 anni, spentasi lunedì sera nella terapia intensiva della clinica pediatrica di Padova per le conseguenze dei gravissimi traumi riportati nell’incidente.

Un gesto di amore e di solidarietà tra due famiglie devastate dallo stesso tragico incidente stradale a Toschian. Carlo Lucca e la moglie Chiara “Doriana” Turrin, i genitori della piccola Petra. E lei, la 67enne di Soranzen alla guida della Fiat Idea che ha travolto Petra, da sempre amica della famiglia Lucca e che quella bambina l’ha accudita e amata vedendola crescere.

In quella piccola comunità tra Soranzen e Toschian i riferisce con pudore e commozione di quel gesto semplice ma profondo della donna straziata dal dolore. Così sconvolta dell’accaduto da accusare un malore subito dopo l’incidente, finendo al pronto soccorso.

«Quella bambina lei l’aveva vista crescere», racconta commossa una amica. Appena il giorno prima dell’incidente era stata proprio la donna di Soranzen ad accompagnare Petra al Grest. La 67enne si considerava un po’ come una nonna della piccola.

Il messaggio

«Petra, tesoro mio, mio piccolo folletto, eri come la mia nipotina, ti ho voluto un bene immenso e te ne vorrò per sempre», ha scritto sul suo profilo Facebook la 67enne pensionata del Santa Maria del Prato, dove lavorano anche i genitori di Petra. «Abbiamo giocato tanto e tu eri l’argento vivo, volevi fare tutto come se sentissi di non avere abbastanza tempo». Un messaggio di affetto che termina con una preghiera: «Da lassù pensa anche a questa tua povera nonna che non vive più dal dolore, troppo forte».

La comunità

Toschian e a Soranzen, il giorno dopo l’annuncio della morte di Petra, sono due paesi sotto shock, dove amici e conoscenti guardano alle due famiglie come vittime della stessa assurda tragedia. «Due famiglie amiche», spiegano dal paese, «che continueranno, lo sentiamo, a restare vicine nonostante tutto questo, nonostante questa disgrazia voluta dal destino».

Le indagini

Un assurdo gioco di fatalità: è questo che è emerso finora anche dai primi accertamenti portati avanti dai carabinieri della compagnia di Feltre.

La comunicazione della morte di Petra, trasmessa alla Procura della Repubblica che all’indomani dell’incidente aveva già aperto un fascicolo per lesioni gravissime, ora farà probabilmente cambiare l’ipotesi di reato in quella di omicidio stradale.

Ma lo scenario che emerge è quello di una fatalità: la bambina che si trova lungo la strada provinciale, all’inizio del rettilineo che da Toschian porta a Soranzen, per cercare il suo cagnolino; la macchina della sua “nonna” acquisita che sopraggiunge in direzione di Soranzen; la bimba che tenta di attraversare la strada e la donna di 67 anni che prova ad evitarla sterzando tutto a sinistra.

Sull’asfalto e sulla carrozzeria della macchina non sono rimasti segni tali da far pensare ad un impatto ad una velocità oltre i limiti, è quanto emerge dai primi accertamenti. E non sono emersi finora elementi che facciano ipotizzare una condotta di guida imprudente da parte della donna.

Sarà in ogni caso l’autorità giudiziaria a valutare ora come procedere e se ci sarà la necessità di una perizia tecnica più approfondita sulla monovolume della donna, che è stata messa sotto sequestro dopo l’incidente di sabato mattina. Sarà sempre l’autorità giudiziaria a valutare eventuali accertamenti anche sulla salma della piccola, spirata alla clinica pediatria di Padova. Verifiche medico legali alle quali sono legate anche le tempistiche per fissare i funerali della bambina, che a ieri sera non erano stati ancora definiti.

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