Alpago, superata la recinzione: il lupo uccide 17 pecore

ALPAGO. La pecora alpagota piace al lupo. Non ci sono dubbi. In poco più di tre anni sono stati uccisi 420 capi. 

Domenica all’alba il lupo è tornato all’assalto in Cansiglio, nell’azienda di Sebastiano Fullin: 17 pecore sono rimaste uccise e altre 10 ferite. «Noi allevatori siamo sfiniti», dice Zaccaria Tona, presidente della cooperativa Fardjma, da sempre impegnata nella valorizzazione della pecora dell’Alpago, «e in molti, specialmente tra gli allevatori hobbisti, hanno rinunciato all’attività. Già in nove hanno tirato i remi in barca. Più del 10% del totale, considerando che siamo circa in 80 appassionati».

Sempre più spesso, gli allevatori si imbattono in scene da macelleria. Ben lontane dall’ideale bucolico comune. «La soluzione c’è», continua il presidente Tona. «Secondo il mio punto di vista è necessario pensare ad una gestione diversa dei grandi predatori, confinandoli all’interno delle aree parco che nel nostro territorio non mancano. I rimedi che ad oggi abbiamo non sono sufficienti».

«I recinti elettrificati», sottolinea infatti il presidente della cooperativa di allevatori, «sono solo un palliativo che, la maggior parte delle volte, non funziona. I risultati si vedono. Infatti, nell’ultima predazione il lupo ha oltrepassato il recinto, facendo una vera e propria strage».

Se la situazione non dovesse cambiare, lo scenario è quello dell’abbandono totale della pastorizia e, così, anche del progetto di conservazione della razza alpagota: uno scrigno di biodiversità tutto bellunese.giovanni bianchini

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