Belluno, sezione psichiatrici da chiudere, stato di agitazione in carcere

Il carcere di Belluno

La struttura non ha le carte in regola, la Regione vuole trasferirla dal 2019. I sindacati di Baldenich puntano il dito sul Provveditore degli istituti di pena

BELLUNO. Si alza la protesta della Polizia penitenziaria del Carcere di Baldenich. Dopo tante promesse e una delibera regionale del 2019 che accoglieva le richieste del personale in servizio a Belluno, infatti, nulla è cambiato rispetto al piano di trasferimento dei detenuti della sezione psichiatrica in un istituto più idoneo e i sindacati denunciano il continuo ripetersi di episodi di violenza ai danni degli agenti penitenziari, già in difficoltà a causa della carenza di organico.

Le sigle sindacali Cisl Fns,Fsa cnpp, Cgil Fp Pp, Sappe, Uspp ed Osapp, che rappresentano gli agenti della Casa Circondariale di Belluno, hanno dunque proclamato lo stato di agitazione del personale di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Baldenich, riservandosi in un prossimo futuro di intraprendere azioni di protesta per rivendicare i propri diritti.

Due i motivi della protesta. Il primo riguarda, appunto, la mancata chiusura della sezione Articolazione per la Tutela della Salute Mentale, prevista dalla delibera della giunta regionale del Veneto n° 739 del 11 giugno 2019, con la quale si prevedeva lo spostamento della sezione psichiatrica in altra sede del Veneto (a Padova), sia per una forte carenza strutturale, sia per una grave mancanza di risorse da parte della Ulss 1 Dolomiti. I sindacati ricordano che attualmente nel territorio bellunese vi è un’importante carenza di medici psichiatri e che alla Casa Circondariale di Belluno presta servizio uno psichiatra in libera professione.

I sindacati denunciano anche che: «L’incapacità gestionale di tali pazienti, comporta numerosi eventi critici i quali mettono a repentaglio l’incolumità psicofisica del personale di Polizia Penitenziaria, di tutte le figure che operano all’interno della sezione e dei “pazienti detenuti” stessi. L’ultimo spiacevole episodio, capitato qualche settimana fa, è sfociato nell’aggressione ai danni di un medico di continuità assistenziale, il quale ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso».

Il secondo motivo della protesta sta nella carenza di personale ormai cronica: «Carenza che poteva essere mitigata con le nuove assunzioni attivate a livello nazionale, le quali però sono state assegnate ad altre sedi. Si denuncia una forte sollecitazione psicofisica ai danni dei poliziotti penitenziari in servizio presso la Casa Circondariale di Belluno, i quali si sobbarcano quotidianamente turni massacranti ricoprendo più posti di servizio ed una quantità di ore di straordinario assolutamente anormale».

Nel carcere di Baldenich ci sono circa cento detenuti per 81 agenti di Polizia Penitenziaria. Nella sezione psichiatrica la capienza massima è di sei persone e a queste si aggiungono i detenuti delle sezioni transessuali e sexual offender cioè gli autori di reati sessuali (entrambe categorie protette che devono restare isolate), la sezione comuni, quella in transito e quella dei semi liberi, ognuna delle quali deve rimanere separata dalle altre.

«Il nostro rammarico più grande», sottolineano le organizzazioni sindcali, «è la sottovalutazione del problema da parte del nuovo Provveditore del Triveneto, insediatosi a Padova nel mese di marzo, il quale ha potuto tastare con mano la situazione bellunese nell’occasione delle due visite effettuate, quando però non ha avuto la delicatezza di incontrare il personale e tanto meno le sigle sindacali».

La chiusura della sezione psichiatrici, infatti, spetta al Provveditore, ma i sindacati puntano a far sentire la loro voce anche al Dipartimento nazionale.

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