Maxi vincita da 5 milioni al “gratta e vinci” «Complimenti ma attenzione ai rischi»

Il sindaco Perenzin: «Il gioco d’azzardo è una patologia in crescita». Don Balcon: «Tanti soldi possono dare alla testa» 

le reazioni



Una vincita da cinque milioni di euro cambia la vita di una persona, ma attenzione a non farsi rovinare la vita dalla febbre del gioco.

Dopo la vincita record da 5 milioni di euro al gratta e vinci da 20 euro acquistato al Buffet della stazione che sta facendo parlare tutta la città, non bisogna dimenticare i rischi legati alla ludopatia. È il richiamo che arriva dal Comune, che negli anni ha lavorato parecchio per cercare di contenere i danni fatti dal gioco d’azzardo patologico. Ma c’è anche l’aspetto morale con la raccomandazione a spendere bene i soldi, con senso di attenzione anche al prossimo, da parte della Chiesa.



Don Angelo Balcon, parroco delle tre chiese del centro, cioè il Duomo, Santa Maria degli Angeli e il Sacro Cuore, lancia un invito alla solidarietà: «Quando si hanno tanti soldi, se non si ha anche la forza morale per gestirli, possono dare alla testa», osserva il sacerdote. «Si guarda una cosa come questa rallegrandosi, ma in città di bisogni ce ne sono a bizzeffe, tanti si danno da fare per racimolare anche qualche centinaio di euro con diverse attività e se potesse aiutare anche qualcun altro, sarebbe una buona cosa».



Quello che rivolge il sindaco Paolo Perenzin, all’indomani della notizia della clamorosa vincita, è un messaggio alla gente a non farsi invogliare dalla corsa all’oro sull’onda di un colpo di fortuna che capita una volta su un milione, anzi molto più raramente, considerando che la probabilità di realizzare la vincita massima nel “Miliardario maxi” è una ogni 9 milioni 600 mila biglietti.

Vanno ricordati poi i numeri che nel 2017 davano 36,18 milioni di euro spesi a Feltre per i differenti giochi gestiti dai Monopoli (a fronte di 27,71 milioni di euro vinti). Nelle slot machine erano stati bruciati 24,28 milioni, mentre era di 9,40 milioni la cifra andata a finire nei gratta e vinci.

È un tema grosso sul quale interrogarsi. L’amministrazione lo ha fatto, a cominciare da una campagna di sensibilizzazione intrapresa per togliere le slot machine dai locali quando era assessore al sociale Giovanni Pelosio.

Poi è stato redatto il regolamento per la localizzazione sul territorio delle strutture di gioco d’azzardo, dove il Comune è andato ad agire sulle distanze dai luoghi sensibili (come le scuole) in una partita portata avanti da Debora Nicoletto e che adesso sta seguendo Giorgia Li Castri.



Il sindaco Paolo Perenzin cita i tre assessori comunali al sociale che nel corso degli anni hanno lavorato su questo tema e ribadisce che «il gioco d’azzardo è una delle patologie di dipendenza in crescita nel nostro territorio e spesso si accompagnano situazioni di disagio familiare, che poi sfociano in casi anche gravi di debiti. È una goccia nel mare quella che si riesce a mettere con i regolamenti, ma a noi interessava lanciare il segnale».

Dopo la notizia vincita da 5 milioni di euro realizzata in città con il gratta e vinci, «siamo felici per la persona che ha vinto», dice Perenzin. «La fortuna non guasta, se poi fosse una persona che ha comprato quell’unico biglietto ancora meglio», commenta il sindaco. «Una volta ogni tanto la fortuna si può tentare e se va bene facciamo festa tutti, ma se diventa invece patologia fa molto male, al pari di qualsiasi altra dipendenza. È vero che ci sono vincite di questo genere, attenzione però, perché come ci hanno insegnato fin da bambini, il banco vince sempre».



«Nel fare i migliori auguri a chi ha vinto», sottolinea il primo cittadino, «è corretto cercare di dare un messaggio di attenzione. Che sia giocare a carte, a poker on-line, alle slot machine o alle lotterie istantanee, se diventa patologia allora la dipendenza da gioco d’azzardo può distruggere una famiglia». —



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