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Piccolo gioiello sul lago d’Ajal: apre giovedì il rifugio rinnovato

A 1.425 metri di quota, è stato rimesso a nuovo a spese delle Regole d’Ampezzo. Giovane e pieno di iniziative il nuovo gestore: Alberto Alverà rileva Sandra Dibona

CORTINA. Riapre domani, completamente rinnovato e con una nuova gestione, il rifugio Lago d’Ajal. Alberto Alverà, classe 1992, ampezzano, ha deciso di intraprendere questa avventura vincendo il bando delle Regole d’Ampezzo per la gestione della struttura: un piccolo gioiello immerso in un paradiso naturale, a quota 1. 425, che si specchia nelle acque dell’omonimo laghetto.

La grinta di Alverà

«Dopo i lavori di ampliamento e ristrutturazione sono davvero contento di poter aprire», dichiara entusiasta Alverà, «il mio progetto è sicuramente ambizioso, ma la voglia di fare bene non mi manca». Vitae montis: queste le due parole che racchiudono l’essenza dell’ospitalità del rifugio d’Ajal. «Vite di montagna», spiega Alverà, «ad identificare sia la vita in alta quota con le sue difficoltà, ma anche con immense soddisfazione, e sia anche “vite” intesa come uva e quindi vino da assaporare in un contesto unico». La montagna e il vino sono proprio i due elementi che raccontano e identificano questo imprenditore. Saranno la cifra stilistica del locale e della cucina. La cucina è legata al territorio, con grande attenzione alle materie prime e ai prodotti a km zero, arricchita da una cantina curata.

Il restyling

Il rifugio si presenta ampliato e ristrutturato. Il profondo restyling della struttura è stato eseguito nel pieno rispetto del contesto in cui si trova ed esalta i tratti caratteristici dell’artigianato ampezzano: impossibile non rimanere incantati dalla tradizionale stube che accoglie gli ospiti in sala. Piccola chicca per chi desidera concedersi un momento di pausa dalla frenesia quotidiana sono le due piccole suite, dotate di tutti i comfort ed arricchite da una impagabile vista sul lago, per un risveglio indimenticabile. Il lavoro ha previsto un ampliamento di 223 mc, eseguito a spese delle Regole, su un progetto redatto da Andrea Bernardi. Oltre alla sala bar e ristornate, cucine e magazzini, sono state create quattro camere con servizi. Il progetto ha previsto anche un intervento sulle reti tecnologiche necessarie all’approvvigionamento dell’acqua potabile e dell’energia elettrica, in quanto il rifugio non era connesso alla distribuzione. L’attività turistica sul lago d’Ajal da domani torna piena.

Un secolo di storia

Un’attività che risale ad oltre un secolo fa. All’epoca vi era solo una piccola casetta di legno dove i viandanti trovavano un punto di ristoro e la possibilità di noleggiare le barche per remare sul meraviglioso lago d’Ajal. Nel 1957 la gestione fu affidata alla famiglia Dibona che, tra il 1959 e il 1960, sistemò il rifugio; Sandra Dibona ha gestito la struttura sino al dicembre 2017, alla scadenza del contratto. Da domani sarà il giovane Alberto Alverà, con il suo entusiasmo e la sua gentilezza, ad accogliere turisti e valligiani in uno dei posti più belli delle Dolomiti d’Ampezzo.

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