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Ponte di Castellavazzo nel mirino Anas: rischio chiusura, incubo per il traffico

Il consolidamento delle pile porta alla luce la necessità di intervenire sopra. Amministrazioni al lavoro sui percorsi alternativi

BELLUNOL’Alemagna assume sempre più i contorni di una moderna Via Crucis. Non bastassero i cantieri aperti, per lavori necessari a rendere più scorrevole il traffico, all’orizzonte si prospetta una situazione potenzialmente esplosiva: il rifacimento del piano viabile del ponte di Castellavazzo, con chiusura dell’infrastruttura almeno in un senso di marcia. Potrebbe accadere nella primavera del 2022, e le ripercussioni sul traffico sono già da ora facilmente immaginabili.

In queste settimane sono in corso i lavori di messa in sicurezza e consolidamento delle pile del ponte, che è percorribile dai veicoli a doppio senso di marcia. La statale diventa a senso unico poche decine di metri dopo, in direzione Longarone: la può percorrere solo chi proviene dal Cadore, chi invece viaggia in direzione nord deve utilizzare la viabilità alternativa, attraverso la fiera e gli impianti sportivi di Longarone. Le code sono all’ordine del giorno.

LA SCOPERTA

Proprio durante questi lavori sul ponte di Castellavazzo, inseriti nel piano Anas di miglioramento della viabilità lungo la Statale 51 predisposto per i Mondiali di sci, la società si è resa conto che potrebbe essere necessario rifare anche il piano carrabile dell’infrastruttura. «Al termine dei lavori di consolidamento delle pile si farà una valutazione e si prenderà una decisione», anticipa il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Certo è che l’eventuale chiusura del ponte apre uno scenario complesso, per la viabilità da e verso il Cadore e il Comelico».

IPOTESI SUL TAVOLO

Padrin ne sta già discutendo con Anas. Va trovata subito una soluzione, perché se il ponte chiuderà si rischia di creare un tappo infernale sull’Alemagna. Una delle ipotesi messe sul tavolo era quella di far deviare i veicoli provenienti dal Cadore verso il centro di Castellavazzo, accedendo al paese dalla zona del passaggio a livello, ma questa soluzione è già stata scartata: «Non è praticabile», confessa Padrin. «Non possiamo pensare di avere i camion in mezzo al paese».

L’alternativa è istituire un senso unico alternato, con i movieri a far scorrere il traffico, ma anche questa soluzione rischia di mandare in tilt la viabilità e di dare vita a lunghe code. «Non sarà una situazione semplice da gestire», continua Padrin, «ma siamo pronti a individuare la miglior soluzione possibile, qualora fosse davvero necessario intervenire anche sul piano carrabile del ponte». Lo si saprà a fine anno, quando Anas terminerà i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell’infrastruttura.

I CANTIERI APERTI

I lavori nella zona di Castellavazzo, intanto, stanno proseguendo. «Si sta andando avanti con la rettifica delle curve», spiega ancora Padrin, «due viadotti sono ultimati e in attesa di collaudo, per gli altri due stralci dell’intervento servirà ancora qualche settimana».

Dopo Ferragosto riprenderanno anche i lavori in via Uberti, che vanno completati dopo l’interruzione dovuta ad alcuni problemi con la ditta vincitrice dell’appalto. «Non ci saranno ripercussioni sul traffico perché la strada rimarrà aperta», precisa Padrin.

È in corso, e procede, anche l’intervento fra la stazione di Longarone e via Uberti, dove sono previsti la costruzione di marciapiedi, di due sottopassi pedonali e un intervento sul ponte della ferrovia. È il cantiere che costringe gli automobilisti diretti in Cadore a deviare per la fiera e gli impianti sportivi di Longarone: la viabilità rimarrà così fino alla fine dell’anno, perché serve ancora tempo per completare i lavori. Poi la situazione dovrebbe normalizzarsi. A meno che non si renda necessario chiudere il ponte di Castellavazzo. A quel punto per chi dovrà viaggiare sull’Alemagna, potrebbe diventare una primavera di passione.

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