Paolone lascia gli impianti della Tofana E la Vonn gli augura “buona pensione”

Il conosciutissimo caposervizio della seggiovia Duca d’Aosta salutato sui social dalla campionessa statunitense 

il personaggio



«Happy retirement», buona pensione Paolone. La leggenda delle Tofane va in pensione con gli auguri della fuoriclasse americana Lindsey Vonn. Dal 1977 ad oggi, quarantadue dei sessantuno anni di Paolone sono stati dedicati, anima e corpo, alla seggiovia che conduce al rifugio Duca d’Aosta.

Un tran tran quotidiano divenuto, col trascorrere del tempo, un appuntamento fisso per le migliaia di turisti in vacanza sulle piste di Cortina. Paolo Apollonio, uomo buono, simpatico ed ospitale, diventato presto Paolone per tutti. Motivo? Troppo facile: «Sono alto un metro e 96», rivela il diretto interessato.

Paolone, una istituzione di Cortina tanto che Ista, la società che gestisce le seggiovie in Tofana, ha celebrato la sua pensione, divenuta ufficiale in queste ore ma anticipata a tutti, amici e colleghi, durante i recenti Mondiali di sci.

Partiamo da qui, dai Mondiali di sci, dalla fine di un’era. «A proposito dei Mondiali racconto un aneddoto. I primi giorni furono durissimi. C’era tanta neve e le seggiovie dovevano essere sempre in movimento. Per questo motivo avvisai mia moglie di non aspettarmi a casa prima di due, tre giorni. Restai fisso, operativo, in quella che è stata la mia seconda casa per quarantadue anni, l’ex mensa ricavata all’arrivo della seggiovia Duca d’Aosta. Una sera i ragazzi al lavoro sulle piste mi chiesero se riuscivo ad organizzare una cena in fretta e furia. Non ci pensai due volte. Risposi loro: “Ragazzi, una pastasciutta la tiro su ma quanti siete?”. In pochi minuti si prenotarono in 35. Mi domandai: ed ora che si fa? Ho fatto un giro di telefonate ed in pochi minuti sono riuscito a mettere insieme 5 chili di pasta al pomodoro, qualche polpetta che aveva cucinato mia moglie e delle pizzette. Non avevamo piatti a sufficienza ma alla fine ce la cavammo egregiamente».

Un racconto dietro il quale si cela la vera essenza del Paolone amato ed apprezzato da tutti, non solo a Cortina. «Nel giorno del mio quarantesimo anno di lavoro, arrivai in cima al Duca d’Aosta e trovai una sorpresa. Un turista veneziano, abitué di Cortina e con il quale instaurai un rapporto di amicizia nel tempo, mi portò una bottiglia di Magnum. “Te la meriti tutta Paolone”, mi disse consegnandomela. È un bellissimo ricordo che porto dentro di me come tanti altri del resto».

Non solo bei ricordi nella vita sulle piste di Paolone. «Iniziai a lavorare qui nel 1977, come giovane apprendista. L’anno dopo, era il 1978, ebbi un incidente sul gatto delle nevi in Stratofana. Rischiai di lasciarci le penne e chiudere presto quella che poi divenne un’avventura lunga più di quarant’anni. Due o tre anni dopo, spalando la neve attorno all’arrivo della seggiovia, feci un movimento sbagliato e mi ruppi quattro costole. Fu un mio errore e non volevo rivelarlo a mia moglie. Per questo motivo le telefonai dicendole che avevo troppo lavoro da fare e che per questo motivo rimanevo due tre giorni in quota senza tornare a casa. Alla lunga il dolore ebbe la meglio, dovetti tornare giù, rivelare l’accaduto a mia moglie e, soprattutto, correre in ospedale (ride)».

Uno dei ricordi più belli di Paolone riguarda le tappe di Coppa del mondo. «Un giorno ebbi un’idea che alla lunga si rivelò geniale. Mi recai nel negozio di dolci di Renata Bolzonello e presi un po’ di cioccolatini decidendo di regalarli alle sciatrici più simpatiche impegnate in coppa del mondo. Iniziai dalle italiane, Isolde Kostner e Deborah Compagnoni. Col tempo quel cioccolatino divenne il mio personale gesto di ospitalità alle ragazze impegnate in Coppa del mondo. Alcune di loro, appena mettevano piede a terra dalla seggiovia del Duca d’Aosta venivano a cercarmi per ricevere il cioccolatino. Tina Maze, che ancora oggi quando mi incontra a Cortina si ferma a salutarmi ed abbracciarmi, ma anche Lindsey Vonn, uno spettacolo di donna oltre che di atleta».

Proprio Lindsey Vonn ha salutato la pensione di Paolone con un commento sulla pagina Instagram dell’Ista che non è passato inosservato.

«Io non ho i social, non sapevo nulla. È stato mio nipote ad avvertirmi. Sono contento che la Vonn si ricordi di me, così come sono contento del rapporto che ho instaurato in tutti questi anni con migliaia di persone, transitate per Cortina, anche per un solo giorno».

Adesso Paolone cosa farà da pensionato? «Tutto quello che non sono riuscito a fare da lavoratore. Andrò a funghi ed anche in bici. Il mio cuore però sarà sempre lassù, al Duca d’Aosta, dove sicuramente tornerò presto ma da semplice turista». —



Video del giorno

Turchia, la furia del minatore non pagato: sale sull'escavatore e distrugge i camion

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi