Contenuto riservato agli abbonati

Raffaella Mattea rileva l’alimentari di Danta «Peccato aver dovuto chiudere quel bar»

In passato gestiva l’Edelweiss ma il proprietario non ha voluto rinnovarle il contratto di affitto dello storico locale

DANTA DI CADORE. Dal bar, che ha gestito per quasi un quarto di secolo, al tradizionale ed unico negozio di alimentari del paese: per Raffaella Mattea di Danta questo è stato un anno di grandi cambiamenti. E anche il paese ha apprezzato la sua volontà di mantenere aperto uno degli esercizi pubblici fondamentali per tutta la popolazione.

«Ho gestito il bar Edelweiss a Danta per 24 anni, a partire dal 1997 fino al 18 giugno 2021, con mia sorella Marina», racconta Raffaella Mattea, «affiancate i primi anni dai nostri genitori Mosè e Caterina Doriguzzi. Abbiamo servito e fatto divertire tante generazioni di giovani e meno giovani con le nostre serate e le nostre feste. Poi alla scadenza del contratto i proprietari non hanno più voluto rinnovare, non so perché. Avranno avuto altri progetti».

Come siete andate avanti?

«Avevamo superato anche i mesi di chiusura causati dalla pandemia perché, fortunatamente, oltre al bar, qualche anno fa avevamo preso la licenza dei Monopoli di Stato, sali e tabacchi, che non volevamo perdere; e poi eravamo anche rivendita di pane».

E dopo cosa è accaduto?

«Un giorno il mio commercialista mi ha chiamata dicendomi che c’era l’opportunità di rilevare l’unico negozio di alimentari rimasto a Danta. Il proprietario voleva andare in pensione e c’era il rischio concreto della chiusura. A questo punto mia sorella ha deciso di percorrere un’altra strada, mentre io ho pensato che, se non avessi accettato, avrei perso, oltre che il lavoro, anche la licenza dei tabacchi e del gioco del Lotto. Quindi ho deciso di tuffarmi in questa nuova avventura. E così il 18 giugno abbiamo chiuso il bar Edelweiss, molto a malincuore in verità, soprattutto per i tanti ricordi che ci legavano a quella realtà; abbiamo sbaraccato tutto il locale, perché l’arredo era nostro; e poi io e il mio compagno Marco, che mi aiuta e mi sostiene in questa nuova avventura, abbiamo lavorato due settimane per sistemare e dare una nuova vita a questo negozio».

Quando siete partiti?

«Il 9 luglio, molto stanchi ma contenti. Per l’estate sono stata affiancata da una giovane studentessa universitaria, Claudia Maddalin, che già lavorava nella stagione estiva al bar con noi, e per fortuna che ho lei per quanto riguarda la parte tecnica (registratore di cassa, fornitori, fatture, etc.) e non solo: mi è stata davvero di grande aiuto».

Cosa si dice in paese?

«Abbiamo avuto davvero un’ottima accoglienza da parte della gente, dei residenti e dei turisti; e poi c’è sempre da imparare e a me la voglia di fare non manca di certo».

Video del giorno

Barattin, Soccorso Alpino: non sottovalutate la montagna, chi sbaglia paga. Anche i soccorsi

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi