Il rinnovo del direttivo al centro dell’assemblea della Pro Nebbiù

PIEVE DI CADORE

Il rinnovo del consiglio direttivo sarà l’argomento centrale dell’assemblea che la presidente della Pro Nebbiù, Eleonora Piccin, ha convocato per domani alle 20,30 nelle ex scuole elementari della frazione, da 45 anni sede del sodalizio.


«È l’assemblea che finora non era stato possibile svolgere sia a causa pandemia e sia per l’indisponibilità dei soci nel periodo estivo», spiega la presidente.

L’assemblea è aperta anche ai non soci ed ai simpatizzanti, ma per quanto riguarda l’attività istituzionale (rinnovo del direttivo e bilanci) potranno votare solo i soci regolarmente iscritti secondo le norme dello statuto; sulla base dell’articolo 4, sono considerati soci tutti coloro che, avendo compiuto i 14 anni, pagano la quota stabilita, partecipano attivamente all’attività della Pro Nebbiù per almeno 3 mesi all’anno o, se villeggianti, durante la loro permanenza a Nebbiù. Uno statuto che, elaborato al momento della costituzione dell’associazione, nel 1974, è sempre stato considerato un esempio di apertura soprattutto verso gli ospiti. Fatto, questo, che ha sempre portato a una convivenza molto fruttuosa, sia nella realizzazione delle manifestazioni – allora la villeggiatura era lunga almeno un mese– e sia sul piano economico, perché i villeggianti (specie negli anni ’80) contribuivano generosamente anche nelle esigenze delle tre chiese di Nebbiù e nel miglioramento del paese.

All’ordine del giorno dell’assemblea di domani c’è innanzitutto il rinnovo del direttivo, scaduto da alcuni mesi; poi le proposte per la programmazione e il proseguimento dell’attività del sodalizio nei mesi invernali. —



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