I sogni infranti di Sara, voleva fare la cuoca

I compagni di classe ricordano la ragazza morta a 19 anni nello schianto sul ponte Cadore: discreta e gentile, ma con le idee chiare

PIEVE DI CADORE. Da grande voleva fare la cuoca. Lo chef in qualche ristorante o albergo di una zona turistica come il suo Cadore o magari anche Cortina, dove aveva studiato. Sara Candeago ha perso la vita a 19 anni giovedì sera, dopo lo schianto con altre tre auto delle 17.30 circa, sul ponte Cadore. La giovane donna stava tornando nella sua casa in mezzo al verde di Villapera, una frazione di Pieve, a bordo della sua Clio nera: aveva finito da pochi minuti il turno di lavoro come operaia alla Trenti Occhiali di Ansogne, la zona industriale sopra Perarolo. Un’occupazione solo temporanea, giusto per mettere insieme qualche soldo, aspettando la chiamata definitiva. Quella per la quale aveva studiato con grande impegno.

I compagni di classe la ricordano prima dell’esame di maturità, all’istituto alberghiero di Cortina. Un anno scolastico condizionato dalla pandemia di Covid-19, nel quale però i ragazzi sono riusciti a organizzare una gita d’istruzione: «Era una ragazza molto discreta e tranquilla», spiega il compagno di classe Flavio Nobile, «parlava poco e spesso stava sulle sue, però era sempre gentile, quando le parlavi o avevi bisogno di qualcosa. Sono stato in classe con lei solo nell’ultimo anno e non c’è stato modo di approfondire la conoscenza, ma so che avrebbe voluto lavorare in un hotel o nella ristorazione, come peraltro tutti noi, che facciamo questo tipo di studi. Mi dispiace tantissimo per quello che è accaduto e non ti aspetteresti mai: abbiamo la stessa età ed è il momento in cui progettiamo gli anni più importanti della nostra vita».

Non si parlava che della piccola Sara ieri mattina, nei locali di Pieve di Cadore. È diventata un po’ la figlia di tutti. I giornali erano immancabilmente aperti sulle pagine con il resoconto dell’incidente e ai banconi ci si chiedeva come potesse essere successa una tragedia così grande. Devastante. La famiglia Candeago vive lontano dal centro, in una zona vicina al campo sportivo di Sottocastello, ma il padre Bruno è una persona molto apprezzata per la sua attività di idraulico e anche la mamma Carla Da Val è molto conosciuta. Sara ha due sorelle e un fratello: «Una famiglia perbene», sintetizza un’amica, che preferisce mantenere l’anonimato, anche per via del suo ruolo istituzionale, «Sara era una ragazza molto discreta e schiva, che non amava mettersi in evidenza. Aveva diverse amiche e con loro trascorreva una parte del tempo libero, ma non era su Facebook e non c’è una sua fotografia nemmeno su Instagram, tranne quella di spalle, sulla copertina del profilo. Per il momento, lavorava in occhialeria, ma era già alla ricerca di un’altra occupazione, secondo quelli che erano stati i suoi studi. È davvero una tragedia e siamo tutti vicini a questa famiglia così duramente colpita».

La notizia del decesso di Sara Candeago, all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, è arrivata subito in municipio. veloce come l’elicottero del 118, che l’aveva trasportata: «Conosco i Candeago, anche se non in maniera approfondita», spiega il sindaco Giuseppe Casagrande, «siamo tutti molto scossi e affranti per quello che è successo a questa ragazza e per un altro paesano, che ci risulta ferito nella carambola fra le auto. Aspettiamo che venga fissata la data dei funerali».

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