2026, la ricetta di Novari «Organizzazione diffusa sul territorio interessato»

L’ad snocciola i numeri e fissa gli obiettivi 

IL PROGETTO

Cortina non solo ospiterà i Giochi olimpici e paralimpici invernali, ma le sue risorse umane saranno coinvolte nell’organizzazione.


È Vincenzo Novari, amministrazione delegato della Fondazione, a rendere noto il percorso che porterà la Conca da qui al 2026. «Abbiamo iniziato a lavorare come Comitato organizzatore da un annetto», premette, «e per ora abbiamo un centinaio di persone che operano in Fondazione. La forza umana poi crescerà negli anni sino a quella definitiva che opererà nell’anno olimpico. Generalmente i Giochi invernali vedono 1.500 persone lavorare all’evento. Il nostro progetto è diverso e unico anche in questo. Siamo partiti con un centinaio di persone e vogliamo arrivare a 600. Nel contempo coinvolgeremo le comunità locali, che ospitano le varie sedi di gara, nel progetto olimpico diffuso sul territorio interessato: organizzeranno delle strutture che avranno il compito di interagire con la sede centrale».

Giochi innovativi su vari fronti, dunque. Saranno i primi a vedere siti di gara in più Comuni italiani, saranno i primi a coinvolgere attivamente le risorse umane dei territorio e saranno i primi a costo zero.

«Noi», ribadisce Novari, «siamo ora focalizzati sia sulla parte tecnica e sia su quella commerciale. Il progetto prevede infatti il totale finanziamento da parte di privati e quindi stiamo lavorando con vari sponsor per contratti che definiremo entro l’anno prossimo».

Nel contempo si continuano a studiare i vari territori. Ed è per questo che Cortina ha voluto ospitare la Fondazione il col suo centinaio di dipendenti.

«Abbiamo fortemente voluto che la Fondazione venisse qui», spiega il sindaco Ghedina, «perché il nostro paese è noto a tutti, ma tanti non ci erano mai stati. Collaborare ai lavori dal vivo, dopo innumerevoli riunioni on line, è anche molto proficuo. Inoltre, grazie ai sodalizi del paese, abbiamo organizzato un’accoglienza speciale al team che ha potuto giocare a curling, vedere i siti olimpici in bicicletta, ma anche ammirare le bellezze di Cortina».

Quattro le sessioni di lavoro su cui si è suddiviso il fine settimana. Una è stata dedicata allo sport con l’avvicinamento alla pratica del curling allo stadio Olimpico. C’è stata poi una riunione di aggiornamento sulle varie attività in essere. In mtb il team ha visionato i siti che ospiteranno le gare nel 2026 e a Fiames ha provato il pistino di spinta del bob. Oggi ci sarà una nuova riunione focalizzata sui progetti. «Abbiamo lavorato in piena pandemia per 9 mesi in smart working», ricorda Novari, «e l’80% dei dipendenti non si era mai visto di persona. Questa tre giorni, in un posto incantato come è Cortina, immette nuova energia in tutto lo staff. Per noi la riqualificazione delle terre alte è fondamentale e per promuoverla è necessario conoscere dal vivo i territori». —



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