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Da badante a provider di fibra: la storia di Alex, immigrato imprenditore a Belluno

Facendo base a Sedico, dove risiede, nel giro di pochi anni punta ad arrivare a servire centomila utenze servite

BELLUNO. Poco più di dieci anni fa, quando arrivò dalla Romania, faceva il badante. Adesso è uno dei protagonisti dell’operazione che mira a portare la fibra nelle case dei bellunesi. Facendo base a Sedico, dove risiede, nel giro di pochi anni punta ad arrivare a servire centomila utenze. In questi giorni, Alex Daraban sta realizzando la rete per portare la fibra ai concittadini. Nato a Morada, in Romania, si è avvicinato al mondo della tecnologia quasi per sbaglio («al massimo», dice, «sapevo configurare il modem di casa…»).

In questi mesi ha infrastrutturato la dorsale del comune tra Sedico e Bribano, lungo via Cal de messa. Un lavoro che ha pagato di tasca propria (e che è costato circa 50 mila euro) ma che consentirà anche ad altri di usufruire di quelle stesse opportunità.

La stessa operazione la sta portando a termine in Alpago, nella zona di Paludi, ed in Cadore, partendo da Domegge. Oggi, nel Bellunese, sono già un paio di migliaia le famiglie bellunesi che accedono all’adsl attraverso le sue reti.

E non è un progetto di espansione che si ferma al Bellunese, quello di Daraban. Che ha già messo piede fuori regione, in Friuli, nella zona di Aviano.

Il sogno? «Coprire tutto il Nord Italia con una mia rete. Arrivato in Italia», ricorda, «ho fatto tante domande di lavoro ma nessuno mi ha mai chiamato. Ho fatto il badante a Venezia per alcuni mesi. Dopo poco ero di nuovo senza lavoro perché era morto l’anziano che accudivo. Era il 2010. Mi sono trasferito a Belluno grazie ad un prete ortodosso. La provincia mi è piaciuta. Mi sento montanaro e sono innamorato di queste zone».

L’idea di creare una rete come è nata? «Mentre parlavo con mia moglie in Romania tramite Skype, mi sono reso conto che la rete italiana non era adeguata. Appena ti allontanavi dalla centrale la prestazione dell’adsl scadeva tanto. La Romania allora era molto più avanti: già nel 2010 era praticamente tutta cablata con la fibra. Così mi si è accesa la lampadina e ho capito che su questo settore c’era da investire. Ho capito che bisognava creare una nuova rete, una rete mia, indipendente. Bisognava non dipendere dai provider nazionali. Ho cominciato a portare l’adsl nelle case in Valbelluna, poi mi sono esteso all’Alpago e al Cadore. Il primo ripetitore l’ho installato a San Zenon, in comune di Sospirolo, appena arrivato. Poi ne ho montato un altro sul monte Pascolet e da lì ci siamo spostati sull’Alpago. Attualmente oltre duemila famiglie si connettono ad internet attraverso Adal Network».

L’obiettivo immediato? «Portare la fibra a 10 mila bellunesi nel giro di un paio di anni. Intanto, entro fine 2021, spero di servire parecchi sedicensi. Non sarà un salto di qualità solo per me ma per tutto il Bellunese. Ho realizzato due centrali, una a Paludi ed una a Sedico. La fibra arriva lì da Milano, da Infracom, che gestiva la fibra di tutte le autostrade. Altri fanno un servizio simile al nostro, ma ancora non ho visto la fibra portata direttamente in casa».

Che riscontro ottiene dalle amministrazioni locali?

«Con la maggior parte ho avuto rapporti abbastanza buoni ma un 20% non ha capito le nostre proposte... Qualcuno mi ha chiesto addirittura di produrre un nulla osta da Telecom, quasi fossimo ancora in regime di monopolio. Ora cominciano a capire che è una cosa che deve essere sostenuta. L’unica cosa che mi manca è un capitale da investire. Avessi avuto un paio di milioni di euro da investire, Belluno sarebbe già tutta cablata...».

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