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Pre-accoglienza e doposcuola: a Belluno è una roulette

Il comprensivo 1 è l’unico a fare entrare i bambini in anticipo, le scuole delle altre direzioni attendono che il Comune stanzi le risorse necessarie

BELLUNO. Tetris di orari. Domani si torna in classe, ma i servizi per le famiglie restano un rebus che sarà sciolto solo nelle prossime settimane. In particolare per quanto riguarda la pre-accoglienza, ovvero la possibilità di portare il bambino a scuola (asilo ed elementari) prima dell’inizio delle lezioni. Ma anche, per quanto riguarda le materne, di poterlo andare a prendere dopo il suono della campanella. Si tratta di servizi fondamentali per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, e lo sono ancora di più quando manca una rete di supporto perché i nonni vivono altrove.

COMPRENSIVO 1

L’unico Istituto comprensivo che ha già attivato la pre-accoglienza, chiedendo ai genitori di effettuare le richieste entro venerdì scorso, è il numero 1. I bambini che vanno a scuola a Chiesurazza (e che per le prime due settimane di lezioni saranno ospitati nel plesso di Mussoi perché nella loro scuola non si sono ancora conclusi i lavori sul tetto) potranno arrivare alle 7.45; quelli di Bolzano Bellunese alle 7.40. Già da domani: non ci sono molte richieste di questo servizio da parte delle famiglie, e la scuola riesce a gestirle senza attendere che il Comune trovi le risorse per pagare il servizio.

IL NODO RISORSE

Questo, infatti, è il nodo che costringe gli Ic 2 e 3 a temporaggiare. «Dobbiamo trovare le risorse a bilancio per la pre-accoglienza», spiega la consigliera comunale delegata alla scuola, Nadia Sala. Il dirigente di riferimento è in ferie, e ci vorrà qualche giorno per capire se ci sono i 25 mila euro (almeno) necessari da erogare alle scuole. «Entro la fine del mese dovremmo avere chiarezza su questo», assicura Sala.

Il comprensivo 1 dovrebbe attivare anche il prolungamento dell’orario pomeridiano all’asilo di Mier, ma dal 27 settembre quando i piccoli studenti andranno a scuola a tempo pieno. Per le prime due settimane, infatti, l’orario sarà ridotto. La pre-accoglienza invece inizierà alle 7.30. Ad occuparsi del servizio pomeridiano sarà una cooperativa.

IL “TINA MERLIN”

Al comprensivo 2 si temporeggia, in attesa della decisione del Comune (e della disponibilità di risorse per finanziare la pre-accoglienza). C’è stato un incontro con il sindaco Massaro la scorsa settimana, nel quale è stato spiegato che non c’è ancora chiarezza sui fondi a disposizione.

Agli asili di Mur di Cadola e Sopracroda gli orari non sono mai stati prolungati perché non sono arrivate richieste in tal senso dalle famiglie.

REBUS ALL’IC 3

Più delicata la situazione all’Ic 3, dove le famiglie sono venute a conoscenza che il servizio di pre-accoglienza all’asilo Cairoli dalle 7.30 all’apertura ufficiale, al momento è sospeso. E non si sa se verrà attivato. I genitori lo hanno già richiesto, compilando un modulo, sono sei i bimbi in attesa di risposte.

Tutta colpa delle “bolle” create a seguito della pandemia, con i bambini di una classe che non possono essere mescolati con quelli di un’altra. Quindi i genitori dovranno dimostrare di avere assoluta necessità del servizio, per i loro orari di lavoro.

C’è qualche problema anche con il prolungamento dell’orario al pomeriggio: anche questo servizio al Cairoli non si sa se verrà attivato, sul tavolo c’è l’ipotesi di organizzarlo per due pomeriggi alla settimana. Per gli altri, non resta che cercare una baby sitter.

L’Ic 3 ha tre asili: a tempo pieno, il Cairoli ospiterà i bambini dalle 7.40 alle 16, quello di Legevo dalle 8 alle 17 e quello di Visome dalle 8 alle 16. «Queste sono le offerte del comprensivo 3, le famiglie possono scegliere dove mandare il proprio figlio anche sulla base dell’offerta», precisa la consigliera Sala. In ogni caso, per le prime due settimane tutti gli asili osserveranno un orario ridotto, con i bambini che non andranno a scuola nel pomeriggio.

DOPOSCUOLA

Per quanto riguarda infine i servizi di doposcuola pomeridiano, per le elementari che non offrono il tempo pieno, sono gestiti direttamente dalle scuole o dai Comitati genitori. Questi servizi sono in via di definizione.

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