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Acc: territorio e sindacati uniti: «Giorgetti è l’unico colpevole»

Le accuse contro Castro per i mancati finanziamenti scatenano l’ira di Regione, sindaco e parti sociali

BELLUNO. Tutti contro il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Lunedì, al termine dell’incontro sul futuro dell’Acc, sono arrivate dal dicastero critiche all’operato del commissario straordinario Maurizio Castro soprattutto per non aver presentato la domanda per accedere al finanziamento dell’articolo 37.

Parole che non sono piaciute a chi era seduto attorno al tavolo: dai rappresentanti della Regione ai sindacati fino al sindaco di Borgo Valbelluna, tutti si sono schierati al fianco del commissario, chiedendo al ministro Giorgetti «di risolvere la vicenda una volta per tutte».

Il clima

È un clima incandescente quello che si sta sviluppando intorno all’Acc di Borgo Valbelluna. Da una parte c’è l’asse che va dalla Regione al Bellunese, dall’altra il solo ministro Giorgetti. Lo stesso che aveva rassicurato il collega di partito Zaia in merito ad una soluzione positiva della vicenda.

Archiviata l’ipotesi del progetto Italcomp partorito dal governo precedente, Giorgetti aveva fatto capire che l’articolo 37 sarebbe stato dirimente. Ma, come ribadito dall’assessore veneto Elena Donazzan «non appare essere lo strumento possibile per giungere a una soluzione».

Il nodo della domanda

Il ministro Giorgetti troverà una soluzione? È la domanda sulla bocca di tutti gli addetti ai lavori, anche perché, come precisa Donazzan nella sua nota, «non è stata formulata alcuna richiesta al commissario di presentare domande per accedere all’articolo 37. Questo, prima di tutto, perché Castro non potrebbe, di sua iniziativa, presentare alcunché, dovendo precedentemente essere autorizzato dallo stesso Mise. In tal senso, colui che ha fatto uscire le notizie dal ministero, ignora le procedure e le leggi. In secondo luogo perché ciò non sarebbe possibile, dal momento che non sono ancora aperti i termini ed è ancora pendente sulla procedura il termine del 5 ottobre. La data entro la quale dovranno essere presentate le manifestazioni di interesse vincolanti».

Fiom, Fim e Uilm

Duro l’affondo delle segreterie provinciali di Fiom, Fim e Uilm e delle rsu di Acc: «Al tavolo condotto dal vice ministro Todde è stato riconosciuto lo straordinario lavoro svolto dal commissario con assoluta e scrupolosa dedizione. A quei funzionari che innescano fantasiose narrazioni bisogna ricordare che qui stiamo parlando del futuro di centinaia di famiglie. Le polemiche trovano sostenitori tra chi non vuole arrivare a una soluzione e cerca di riversare su altri la responsabilità di un possibile fallimento», dicono, parlando di «rimpallo di responsabilità inaccettabile». «Il ministro intende trovare capri espiatori per coprire e giustificare la volontà di lasciar morire Acc? Ci permettiamo di suggerire al ministero di lavorare alla soluzione promessa per averla pronta all’incontro della prossima settimana», ribadisce Stefano Bona della Fiom.

Il segretario De Carli

A richiamare alle sue responsabilità Giorgetti è anche Mauro De Carli, a capo della Cgil di Belluno. «Dal Mise deve arrivare la risposta e se ora il ministro scarica le responsabilità su altri, significa che azzera le decisioni assunte al tavolo e soprattutto fa trasparire che non si intende operare per salvare Acc. Si assuma lui questa responsabilità, noi tutti crediamo che Acc possa continuare».

Il sindaco Cesa

Parole di sdegno arrivano anche dal sindaco di Borgo Vabelluna, Stefano Cesa, che parla di «pratiche opache di delegittimazione da parte del ministero dei suoi stessi incaricati, Chiedo al Mise un maggiore rispetto di questo territorio e dei lavoratori, dimostrando l’univoca volontà di risolvere questa vicenda», dice Cesa confermando la massima fiducia in Castro.

Il ministro D’Incà

Intanto, il ministro bellunese Federico D’Incà si dice convinto che la soluzione si troverà. «Questa deve essere una settimana decisiva per chiarire l’utilizzo dell’articolo 37 e fare arrivare le risorse previste. Sono convinto che si lavorerà per cercare una soluzione definitiva per Acc e i suoi lavoratori».

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