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Belluno, scritte volgari contro una ragazza prima del rogo della macchina

I carabinieri stanno cercando di capire se ci sia un collegamento tra i due episodi. I vicini allarmati: «Uno scoppio a notte fonda poi fiamme alte fino al primo piano»

BELLUNO. Le scritte contro una ragazza sono state cancellate. Un’adolescente, che abita in via Mier, era uscita di casa una mattina qualunque per andare a scuola e aveva trovato i muri imbrattati di volgarità nei suoi confronti. L’ipotesi è che l’artista fosse uno spasimante respinto o non più corrisposto.

Domenica sera brucia la Fiat Panda della madre, che era parcheggiata davanti a un’autorimessa sul retro. I vigili del fuoco stanno facendo dei rilievi, per capire se l’incendio sia davvero doloso, come sembrerebbe a prima vista. Sulla base del risultato, i carabinieri cominceranno le loro indagini, su delega della Procura della Repubblica.

Quello che gli investigatori vogliono capire è se possa esserci un collegamento tra i due episodi. Perché si ipotizza che la proprietaria dell’utilitaria sia stata la responsabile dell’interruzione di una storia d’amore impossibile, tra la figlia e un uomo molto più grande.

Non c’era un fascicolo aperto per atti persecutori o danneggiamento, ma a questo punto un’inchiesta potrebbe essere avviata e l’ipotesi di reato sarebbe quella di danneggiamento a seguito di incendio.

Due giorni dopo il rogo, alcuni dei condomini sono ancora molto scossi per quello che è successo. Anche perché hanno sentito uno scoppio, prima di vedere fiamme alte partire dal cofano e arrivare quasi all’altezza delle finestre al primo piano: «Erano passate le 23, quando abbiamo sentito un’esplosione», racconta una vicina, che preferisce mantenere l’anonimato, per non rischiare di diventare a sua volta un bersaglio, «forse un petardo o una rudimentale bomba carta. A distanza di qualche secondo, sono seguite le fiamme, che per poco non hanno coinvolto altri veicoli posteggiati e gli appartamenti. Il pericolo è stato molto concreto».

I pompieri sono arrivati dalla vicina sede del Comando e le operazioni di spegnimento e bonifica sono durate fino a notte fonda. È parso fin da subito che l’incendio potesse essere stato intenzionale, perché l’auto era lì come minimo dal giorno prima, di conseguenza sembra impossibile che la responsabilità dell’accaduto sia imputabile a un guasto all’impianto elettrico o a un corto circuito.

 «Aspettiamo i risultati delle indagini da parte delle forze di polizia, dopo di che bisognerà che ne parliamo tra condomini in riunione, perché con tutto quello che sta succedendo, può darsi che ci sia la necessità di un impianto di videosorveglianza. Intanto, siamo tutti vicini alla donna che ha subito questo danno. Non credo che l’auto possa essere di nuovo utilizzabile. Era in cattive condizioni».

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