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Personale senza Green pass al Segato Bruston. La preside: «Cosa devo fare?»

Ilaria Chiarusi  denuncia la norma poco chiara. «Non sono sicura che spetti al dirigente sospendere i dipendenti riottosi»

BELLUNO. Le scuole iniziano a fare i conti con il personale che si rifiuta di presentare il Green pass. Una situazione che preoccupa i dirigenti scolastici, che non sanno come comportarsi. La norma non è chiara e i presidi temono di andare incontro a eventuali contenziosi.

Il problema viene denunciato dalla dirigente dell’Iti Segato-Brustolon di Belluno, Ilaria Chiarusi, che non entra nel merito se siano docenti o facciano parte del personale amministrativo. «Nell’istituto», sottolinea, « ci sono alcuni elementi del personale, pochi per dire la verità, privi del certificato verde in regola. Per questo motivo non sono stati fatti entrare».

Questi lavoratori hanno così saltato i primi giorni di scuola: «Intanto segniamo le assenze, poi vedremo se sono giustificate o meno. In caso negativo, dopo cinque giorni scatterà la sospensione. Ma chi è chiamato a sospendere questi dipendenti?», si chiede la preside, che segnalerà la scomoda situazione all’ufficio provvedimenti disciplinari dell’ex Provveditorato. «Non so cosa accadrà, anche perché siamo chiamati ad affrontare una situazione nuova. Non sono convinta che competa al preside stilare il decreto di sospensione. Che potesse accadere una cosa del genere era statisticamente probabile, ma è difficile capire come muoversi».

Per il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Massimiliano Salvador, la legge è chiara: «Il testo del decreto legge 111/2021 all’articolo 1 comma 6 precisa che tutto il personale scolastico deve possedere ed esibire la certificazione verde. Il mancato rispetto delle disposizioni è considerato assenza ingiustificata, e a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso e non viene pagato. Siccome il soggetto preposto alla verifica delle prescrizioni è il dirigente scolastico, questi ha l’obbligo di prendere i provvedimenti. Una volta compilato, il decreto di sospensione dovrà essere trasmesso alla Ragioneria dello Stato. La norma non parla di sanzioni disciplinari», dice Salvador.

Ma la preoccupazione resta alta. «Sappiamo che al quinto giorno di assenza per mancanza di Green pass scatta la sospensione, ma su chi debba fare cosa non c’è in effetti chiarezza. La fattispecie giuridica è nuova», precisa anche Violetta Anesin dell’istituto Renier e dell’alberghiero Dolomieu. «Sappiamo che prima della sospensione del dipendente per ogni giorno di assenza c’è una sanzione amministrativa: come presidi dobbiamo elevare una sanzione da 400 a 1000 euro. Per fortuna non ho mai dovuto prendere una simile decisione».

Anesin preferisce prevenire i problemi: «Facciamo dei controlli al mattino, se vediamo che qualcuno non è in regola, lo chiamiamo e lo invitiamo a recarsi in farmacia a farsi il tampone. In caso di rifiuto, tutto cambia, ma noi presidi non sappiamo ancora bene come muoverci. So che qualche collega comunica le assenze al prefetto, ma il terreno è spinoso: se sbagliamo scatta il contenzioso».

«Comunque», conclude Anesin, «fare questi controlli comporta una gran perdita di tempo. Non dovrebbe essere compito nostro comminare multe e verificare Green pass. Noi dovremmo occuparci di scuola. Sarebbe meglio che questo venisse gestito a livello centrale».

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