I conti di Dolomiti Ambiente, Deola: «Basta allarmismi»

Il consigliere provinciale illustra i dati del bilancio 2020, chiuso a -128 mila euro. «La società è strategica nel percorso per arrivare al gestore unico dei rifiuti»

BELLUNO. La situazione di Dolomiti Ambiente non deve destare allarmi. Anche il consigliere provinciale con delega all’Ambiente, Simone Deola, interviene nel dibattito legato al gestore unico, e lo fa in particolare per placare le preoccupazioni di Insieme per Belluno (gruppo di maggioranza in consiglio comunale a Belluno) e della vicesindaco Lucia Olivotto, per «gli oltre 4 milioni di euro di debiti» di Dolomiti ambiente e di «una pesante eredità che rischia di ricadere sui cittadini».

«Affermazioni gravissime che non trovano alcun riscontro nel reale stato finanziario della società e che chiunque può verificare attraverso l’analisi dei bilanci», spiega Deola. Esaminando il bilancio 2020 della società, chiuso al 31 dicembre, alla voce “totale debiti” si legge: 4.262.504 euro. Come è composto il debito? 1.270.469 euro è il mutuo per il biodigestore; 1.210.620 euro sono debiti esigibili entro l’esercizio successivo. Fatture da pagare, ad esempio. Stesso discorso vale per i debiti verso fornitori (962.737 euro). A bilanciare i debiti ci sono i crediti: 1.305.424 euro, di cui 1.168.820 verso clienti, esigibili entro l’esercizio successivo.

«Voglio tranquillizzare sulla situazione finanziaria di Dolomiti Ambiente», continua Deola. Il 2020 si è chiuso con una perdita di esercizio di 128.221 euro: «È dovuta al fermo impianto dello scorso anno», continua il consigliere provinciale. «Per due mesi non è stata prodotta energia elettrica e sono state investite risorse per la riparazione. Da qui la leggera perdita di esercizio». Il 2019 si era chiuso in utile per 88.798 euro. L’ultimo dato interessante del bilancio riguarda i depositi bancari: 2.310.719 euro. È la cifra per il post mortem della discarica di Pra de Anta, spiega ancora.

Il consigliere aggiunge che le affermazioni rilasciate da Insieme per Belluno «sono gravissime e non trovano alcun riscontro nel reale stato finanziario della società» e «gettano discredito sulla Dolomiti Ambiente in un momento cruciale del percorso di costituzione del gestore unico dei rifiuti».

Nel ribadire la sua, e della Provincia, disponibilità a fornire ogni chiarimento necessario, Deola evidenzia come «da mesi sia in atto una precisa campagna denigratoria proveniente da diversi contesti nei confronti de La Dolomiti Ambiente, che mira a escluderla dal processo in atto. I passaggi fin qui fatti dall’assemblea dei sindaci del Consiglio di bacino hanno chiaramente definito i soggetti coinvolti e il percorso per arrivare al gestore unico e Dolomiti Ambiente è sempre stata ritenuta strategicamente rilevante per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti inglobando nel perimetro non solo la raccolta ma anche lo smaltimento e il trattamento».

Sono stati i sindaci, conclude, ad aver definito questo percorso, intravedendo «l’opportunità di mantenere di proprietà pubblica il patrimonio del Maserot e allo stesso tempo di ritenere strategicamente importante gestire anche il trattamento dei rifiuti e non solo la raccolta. La Dolomiti Ambiente e l’impianto del Maserot sono un patrimonio pubblico che tale deve rimanere, con la possibilità in un immediato futuro di poter accedere a finanziamenti, per ulteriormente efficientare lo smaltimento del rifiuto organico e per implementare nuove linee di lavorazione portando a essere ancora più strategico questo impianto».

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