Plastic Connection, i carichi illegali mascherati con la raccolta di Feltre

A Venezia sono arrivate tonnellate su tonnellate di prodotto scadente dalla Sap. I carabinieri hanno accertato che le quantità crescevano a dismisura

FELTRE. Rifiuti illegali miscelati tra la raccolta urbana di Feltre per poter essere smaltiti alla Malcontenta. Con le tonnellate dei conferimenti formalmente in regola che lievitavano a dismisura. Questo è il giro ricostruito dal gip veneziano nell’ordinanza di custodia anche a carico dei due soci della Sap fonzasina, Alessio e Remo Dalla Santa.

Nel 2016 alla Sap di Fonzaso resta la sola delega del Comune di Feltre per la raccolta e il trasporto dei rifiuti (Limana, Lentiai, Mel, Sedico, Trichiana e Sospirolo l’avevano ritirata). Nel 2017 e 2018 cominciano a non tornare i conti: si registrano aumenti esponenziali, quanto ingiustificati, di quantità di rifiuti stoccati in Sap e conferiti agli impianti Corepla (cui fanno capo le ditte Oppimitti costruzioni di Parma ed Ecoveritas di Venezia). A parte il problema della mole di tonnellate conferite a fronte degli abitanti di Feltre, inizia a sorgere il problema della “qualità” del rifiuti: la Sap li indica come rifiuti urbani, ma analisi e perizie li indicano come provenienti da canali industriali e commerciali, destinati allo smaltimento più che al recupero. «Le indagini hanno permesso di accertare che i rifiuti provenienti dalla Campania venivano miscelati con i rifiuti di plastica della raccolta differenziata, quindi conferiti», scrive il gip alle due ditte di Parma e Venezia per il trattamento: «in tal modo, oltre a ottenere l’effetto di smaltire i rifiuti non tracciabili, i rifiuti così miscelati beneficiavano anche del contributo Corepla».

Nel 2017 nell’occhio del ciclone finiscono anche i rifiuti primierotti, conferiti a 110 euro alla tonnellata: il 56% della composizione del materiale portato da Sap a Oppimitti è rappresentato da scarto industriale, motivo per cui la ditta parmense interrompe il rapporto. Lo riprenderà l’anno successivo ma a un prezzo stracciato: 10 euro alla tonnellata.

Con quelli feltrini è andata peggio. Tra il 2015 e il 2018 Sap ha conferito in Ecoveritas un flusso di rifiuti che di “domestico” aveva ben poco, tanto che l’azienda li ha anche rimandati al mittente. Già i conferimenti tra il 2015 e gli anni successivi iniziano a lievitare stranamente: dalle 2.211 tonnellate del 2016 si passa alle 4.361 del 2017 e alle quasi 6mila del 2018 (esclusi pure due mesi). Si rileva, dunque, una incompatibilità tra le deleghe attive della Sap (del solo comune di Feltre) e l’effettivo conferimento: quel bacino di abitanti al massimo avrebbe potuto produrre mille tonnellate annue, ma nel primo trimestre del 2018 si registrarono quasi 3.500 tonnellate in più. I controlli hanno svelato che nel 2017 i rifiuti plastici conferiti a Sap erano 838 tonnellate, 707 nel 2018. Aggiungendo la delega dell’Um Cadore Longaronese Zoldo, al massimo Sap avrebbe avuto delega per 2.197 tonnellate di rifiuti plastici: in Ecoveritas ne arrivano invece 8.869 tonnellate, circa 10.400 sommando 2017 e 2018 (con due mesi di sospensione). Quando a novembre arriva in Sap il perito del tribunale, trova quasi quattromila tonnellate di rifiuti plastici, 1.118 metri cubi tra metalli, stracci, legno, mille tonnellate di balle accatastate, oltre a 54 cassoni e due container adibiti a servizi igienici dismessi all’esterno. Presenti anche rifiuti “pericolosi”.

Scarti di rifiuti industriali scrive il gip, arrivati dalla intermediazione della Waste Solution, opportunamente miscelati e smaltiti irregolarmente. Con profitto doppio secondo il gip: 48 euro a tonnellata da chi ne ha evitato lo smaltimento, più il contributo della raccolta differenziata.Cristina Contento

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