Oggi l’addio a Luciano Paulin anima del colorificio di famiglia

Per sessant’anni ha guidato con capacità l’azienda insieme al fratello Giorgio Nel tempo ha saputo coinvolgere i figli nella gestione passando loro il testimone 

feltre/seren del grappa

Un imprenditore avveduto che ha saputo abbinare le qualità manageriali insieme alla capacità di farsi benvolere dalle maestranze. Questo era Luciano Paulin, deceduto all’età di 81 anni e del quale oggi in duomo a Feltre si celebrano i funerali. Assieme al fratello Giorgio aveva raccolto il testimone dal padre Francesco, il quale, nel 1949 aveva aperto a Seren del Grappa il colorificio che nell’arco di qualche decennio divenne il marchio leader in Italia per ciò che riguarda le vernici.


I feltrini ricordano il fondatore come l’inventore del “lampo stucco”, un prodotto a quei tempi rivoluzionario per l’edilizia. Negli anni 90 chi la domenica pomeriggio guardava in televisione Novantesimo minuto poteva vedere i tabelloni pubblicitari del Colorificio Paulin in buona parte dei campi di serie A. Merito di Luciano e Giorgio che seppero proseguire l’attività del padre. A Seren del Grappa lo ricordano con affetto, anche perché negli anni dell’emigrazione di ritorno, seppero dare una speranza a un gruppo di serenesi che era tornata a casa per lavorare per un’altra ditta che poi fallì. Il Colorificio Paulin assorbì buona parte di quelle persone ridando loro la dignità di un lavoro.

Luciano lasciò la carriera scolastica per aiutare il padre in quella sfida imprenditoriale centrata sulla produzione di smalto e vernici. Dagli anni 60, Luciano e il fratello Giorgio, hanno camminato fianco a fianco per quasi sessant’anni condividendo soddisfazioni e sacrifici e consolidando quella che oggi è un’affermata impresa a livello internazionale. Attualmente nello stabilimento in località Santa Lucia, lungo la Strada regionale 50, lavorano un’ottantina di dipendenti. Nel 2019 l’azienda ha festeggiato i 70 anni di attività.

Con gli anni Luciano ha saputo coinvolgere nella gestione dell’impresa i figli Patrizia, Paolo e Giulia, ai quali un po’ alla volta ha trasmesso la passione per il lavoro passando poi il testimone.

Luciano non ha però mai abbandonato l’azienda: anche quando è stato costretto ad alleggerire l’impegno per i problemi di salute, quando poteva si faceva accompagnare in fabbrica per seguire da vicino l’attività e avvalorando l’attaccamento all’azienda che è stata parte importante della sua vita quasi quanto la sua famiglia. Come il fratello Giorgio, anche Luciano non era un presenzialista a tutti i costi, ma chi lo ha conosciuto al di fuori della sfera lavorativa lo descrive come altruista e riservato, interessato a ciò che accadeva nella sua comunità.

Oggi pomeriggio chi l’ha conosciuto e ne ha apprezzato le qualità potrà essere vicino alla moglie Marvi, che lo ha assistito con dedizione fino all’ultimo giorno della sua lunga malattia, alla sorella Liliana e ai tre figli. —



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