Camillo De Pellegrin sfida il quorum «Necessario sistemare l’accesso alla vallata»

La viabilità minacciata dai dissesti è tra le priorità del sindaco uscente «Non vogliamo certo un’autostrada ma una 251 dignitosa e sicura»  

l’intervista



Camillo De Pellegrin punta al terzo mandato dopo aver compiuto l’esperienza della fusione dei comuni zoldani. La nuova lista si chiama “Progetto comune Val di Zoldo” e dovrà sfidare il quorum dei votanti. Quorum abbassato quest’anno al 40 per cento con lo scomputo degli emigranti iscritti all’Aire ma comunque determinante, vista la presenza di una sola lista.

Perché la ricandidatura?

«Ci sono alcuni progetti importanti che ho intrapreso in questi 10 anni a cui tengono molto e che vorrei completare. Primo fra tutti il completamento dell’ampliamento della nostra casa di riposo e poi il nodo della sistemazione della viabilità. È chiaro da tempo che è necessario mettere mano all’accesso allo Zoldano visto che le condizioni della strada 251 sono critiche in alcuni punti con frane e smottamenti che causano disagi con costanti cantieri e talvolta anche blocchi del traffico. Non vogliamo certo un’autostrada per Zoldo ma una via d’accesso dignitosa e soprattutto sicura. Ci sono tante idee e soluzioni in campo e mi attiverà come sempre con tutti gli interlocutori a più livelli».

Quale è il bilancio dei cinque anni trascorsi?

«Prima abbiamo concretizzato la fusione. I primi anni dopo il 2016 sono stati quindi di transizione. Proprio quando la macchina si stava finalmente rodando abbiamo avuto la mazzata di Vaia. Abbiamo fatto molto per ripristinare il territorio ma la ferita sarà aperta ancora per anni con i danni che sono stati enormi. Poi abbiamo avuto nuove ondate di maltempo e il Covid e quindi alcune proprietà che ci eravamo fissati cinque anni fa sono ovviamente cambiate ma la vallata ha avuto tanta attenzione con innumerevoli opere pubbliche soprattutto nell’ambito delle manutenzioni e sicurezza idrogeologica».

Facciamo un bilancio della fusione?

«È stata la nostra salvezza. Dopo diversi anni possiamo ormai dire che il risultato finale è stato ottimo: non ci sono stati problemi riscontrati, per quanto riguarda gli uffici di Forno e Zoldo Alto hanno da subito lavorato in sinergia e i cittadini non hanno quasi percepito il cambiamento o almeno non hanno percepito delle criticità. Rimarrà ancora, specie nelle persone più anziane, l’attaccamento culturale alle vecchie comunità divise ma questo fenomeno si dovrà assimilare ancora per molti anni».

Quali le proposte contro lo spopolamento?

«Prima di tutto bisogna garantire lavoro e occupazione. La vita in montagna deve essere economicamente equa come quella in pianura. Non è possibile pagare di più per riscaldamento, manutenzione dei mezzi di trasporto e altro. Bisogna pensare, a livello ampio, a zone di fiscalità straordinaria di montagna».

Come ci si sente ad essere l’unica lista?

«Potevamo fare una lista civetta senza troppi problemi indicando un candidato di bandiera ma non ci sembrava corretto. Fino all’ultimo infatti speravamo che ci fosse una lista composta dai membri della minoranza uscente ma non è stato così. Spero però che sia la collaborazione di tutti evitando fenomeni poco piacevoli e scorretti come gli inviti a non andare a votare».

La vera sfida quindi è contro il quorum.

«Tra qualche giorni gli zoldani saranno chiamati ad uno dei “momenti fatali” che segneranno la storia della valle, così come lo è stata la scelta se fare o meno la fusione. E necessario assolutamente scongiurare il commissariamento dell’ente comunale ed evitate quindi nove mesi di brusca frenata dell’attività amministrativa con un Comune aperto solo per l’ordinarietà. Le conseguenze di non avere un sindaco sarebbero pesanti, basti pensare alla gestione delle emergenze. Per citare solo un aspetto io, tramite la mia pagina Facebook, informo sempre i cittadini su tutto quello che succede, specie in casi di emergenza quando ci sono frane, nevicate o deviazioni del traffico. Si tratta di un servizio che a volte si dà per scontato ma questo, come altre progettazioni più ampie, saranno completamente ferme con il commissario: un colpo durissimo allo sviluppo della vallata». —



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