Fondi di confine, un milione redistribuito tra i Comuni

Si tratta dell’ingente contributo a cui ha rinunciato la Fondazione Melograno Tra i progetti finanziati quelli del Museo di Seravella, di Forte Leone e San Donato

/ CESIOMAGGIORE

I soldi del castello di Cossalter (oltre un milione di euro) che non sarà più restaurato per volere della famiglia Velluti, sono tornati in circolo e distribuiti fra i Comuni di Unione montana feltrina, centomila euro ciascuno, per finanziare progetti culturali fra chi ha aderito a questo bando dei Fondi comuni di confine. Così, oltre alla riqualificazione del museo di Seravella e quella della casa del mezzadro che rientra fra le pertinenze del sito per una spesa 450 mila euro complessivi, c’è anche l’acquisto già effettuato della casetta a ridosso del castello cesiolino che sarà riconvertita in foresteria.


Per quanto riguarda le altre somme, i beneficiari sono Feltre per la Galleria Rizzarda, Borgo Valbelluna per le ricerche archeologiche di Cesana, Arsiè per mandare avanti il progetto di recupero di Forte Leone, Lamon per continuare nelle campagne di scavo nella “grotta dell’orso” di San Donato, Sovramonte per il prosieguo di interventi relativi agli edifici di culto e Santa Giustina per la campagna di scavi di Salzen. «Si è provveduto a distribuire la somma inutilizzata ai Comuni che hanno aderito al bando», spiega il presidente di Unione montana feltrina, Federico Dalla Torre, «incentivando con ulteriori centomila euro ciascuno di essi per il completamento di progetti in corso».

Il patto che la Fondazione Melograno aveva firmato con l’Unione montana feltrina nel 2017 non è stato confermato comportando dunque una variante che l’ente ha dovuto approvare, ridimensionando la progettazione originaria con delle varianti. Così nel caso della “casaforte” di Cossalter, con oltre un milione di euro pronto da spendere per il restauro conservativo, si è subito deciso di investirne 350 mila per il recupero della casetta a ridosso del castello che in origine ne rappresentava una pertinenza, e che è stata in tempi più recenti oggetto di investimento privato a fini abitativi.

L’edificio, già acquistato da Umf, sarà riconvertito in foresteria, quale punto di appoggio per eventuali corsisti di restauro che qui potranno trovare un posto letto e uso cucina, e servizi igienici. O ancora, in collaborazione con il comune di Cesiomaggiore, in struttura che potrebbe rientrare fra le offerte dell’ospitalità diffusa in territorio cesiolino.

Ma solo in autunno inoltrato si procederà alla progettazione, aveva anticipato il presidente di Unione montana feltrina. «Per questo ci appoggeremo all’Ater per tutto l’insieme di adempimenti e per la gara di progettazione. L’apertura dei cantieri, pertanto, non sarà prima del 2022». Erano due milioni di euro quelli destinati ai restauri delle pregevoli opere di proprietà dei Velluti che hanno fondato l’Accademia del Melograno e sottoscritto la convenzione con Umf, nel 2017, a condizione che il patrimonio fosse tutelato e restasse in mano ai due comuni interessati, Feltre per Castel Lusa e villa Lusa, e Cesio per il castelletto di Cossalter, non essendoci altri eredi. —

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