A Belluno in sopralluogo per colpire “il traditore” «Una cosca spietata, fermata in tempo»

L’uomo nel mirino era qui da dieci anni. La bomba portata nel bosco bellunese perché il covo bresciano non era più sicuro

BELLUNO. I killer in sopralluogo in provincia per colpire l’obiettivo che da una decina di anni si era spostato nel Bellunese: almeno una volta il piccolo clan legato alla ’Ndrangheta ha varcato i nostri confini, anche per nascondere la bomba a mano slava ritrovata dagli inquirenti in un bosco .

Erano intenzionati a far saltare per aria un’auto blindata, probabilmente in zona calabrese, ma anche ad ammazzare chi cercava di rifarsi una vita lontano dalle cosche, fra queste montagne.

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