D’Alpaos bacchetta l’Autorità di bacino «La laminazione, un’operazione inutile»

Il docente emerito di idraulica dell’Università di Padova: «Il lago di Centro Cadore non serve a gestire le piene del Piave» 

PIEVE DI CADORE

“Lago di Centro Cadore, risorsa o servitù?” Hanno provato a rispondere a questa domanda i tecnici e gli amministratori presenti ieri nel palazzo della Magnifica, a Pieve di Cadore. Al centro del dibattito il bacino lacustre con un focus sulla sua salvaguardia, sul suo futuro, sul deflusso ecologico e sulla sicurezza idraulica. Al confronto hanno partecipato Luigi D’Alpaos, professore emerito di idraulica dell’Università di Padova; Monica D’Aco, responsabile area nordest di Enel Green Power; Marina Colazzi, segretario generale Autorità di bacino Alpi Orientali; Marco Puiatti, direttore difesa del suolo Regione Veneto; l’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin. In sala, tra il pubblico vi erano diversi sindaci e rappresentanti di associazioni della zona.


Laminazione sotto accusa

Uno dei temi maggiormente discussi è stato quello della laminazione del lago. «Il sistema che adottiamo oggi», ha spiegato Stefano Campi, assessore dell’Unione montana delegato al lago, «sta provocando danni al nostro bacino e al sistema turistico. Chiediamo un traslamento del periodo di laminazione e, se possibile, che quest’operazione venga fatta anche in modo diverso». La problematica viene subito rimarcata dal professor D’Alpaos che, in un intervento molto applaudito, ha sottolineato come la laminazione sia un intervento non necessario per il lago cadorino. «L’Autorità di bacino dovrebbe avere il coraggio di dire le cose come stanno», ha dichiarato, «questo lago non serve alla gestione delle piene del fiume Piave. I dati in nostro possesso dimostrano che la laminazione non ha in pratica nessun effetto per la difesa delle piene. Siamo di fronte ad un provvedimento vecchio ed inadeguato, che va rivisto quanto prima possibile. Ci vuole il coraggio di prendere atto di questa realtà una volta per tutte e di porre fine a questa situazione che non porta alcun beneficio. Rimuoviamo questo vincolo e pensiamo a delle strutture più adeguate lungo il corso del Piave». La risposta di Colazzi non si fa attendere. «Sicuramente la norma non è un dogma, ma di certo l’Autorità di bacino non può cancellarla tutto di un tratto e a suo piacere», spiega, «dobbiamo prima analizzare i dati, adeguare la struttura e rivedere i piani».

L’impegno della regione

Anche l’assessore Bottacin specifica che «il sistema è molto complesso, ma ci impegnamo a rivedere insieme agli Enti preposti tutto il piano legato al lago. Sono convinto che la laminazione non sia una soluzione per evitare le piene; come Regione stiamo cercando di fare un’opera fondamentale a Ciano del Montello, installando casse d’espansione. Ma abbiamo incontrato l’opposizione di molti, a partire dai sindaci della zona». Tutti gli Enti coinvolti hanno promesso più volte di sedersi presto al tavolo per rivedere la situazione del lago di Centro Cadore; e questa può già essere una buona notizia per l’intero territorio. —



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