Un appello per il museo minerario «Finiamolo con i fondi di confine»

Dino Preloran scrive ai sindaci per invitarli a convogliare sull’ex Follador la cifra mancante di 1,3 milioni

AGORDO

«Usate i fondi di confine per completare il museo minerario all’ex Follador». A dirlo è Dino Preloran, presidente dell’associazione “Amici dei minerari” , che qualche settimana fa ha scritto una lettera a tutti i sindaci dei Comuni agordini e, per conoscenza, al presidente dell’Unione montana agordina per invitarli a prendere in considerazione l’idea di concentrare all’unisono gli sforzi economici sulla struttura che sta nascendo nei locali della sede storica dell’istituto minerario in via 5 maggio ad Agordo. Un cantiere, quello dell’ex Follador, finanziato con i fondi Odi 2010-2011, che tuttavia non sono stati sufficienti. Per terminare l’opera serviranno ancora un milione e 300 mila euro. Una cifra certamente difficile da mettere insieme soprattutto in periodi come questo.


«soldi insufficienti»

«I lavori finora eseguiti», dice Preloran, «sono in fase di completamento soltanto per quanto riguarda la sistemazione del piano terra, ma i finanziamenti erogati non consentono al momento la sistemazione dei piani primo e sottotetto. La nostra associazione», continua, «ha salvato e ha in consegna una grande quantità di strumenti tecnici storici, progetti, documenti, minerali, libri, che facevano parte della storia mineraria e geologica dell’Itim “FoIlador” e dell’Italia intera, patrimonio che è in attesa di essere esposto nel futuro museo per una giusta e adeguata valorizzazione. Per gli “Amici dei minerari” «è fondamentale che la memoria di un passato lavorativo che ha caratterizzato l’Agordino nei secoli scorsi venga non solo conservata ma valorizzata sia per il rispetto dovuto ai nostri avi e sia anche per la valenza culturale e per l’offerta turistica che da questa può conseguire». Un patrimonio, quello minerario, che è composto sia dai vari siti minerari dislocati in tutta la vallata e sia dai periti minerari, provenienti da tutti i sedici comuni (e non solo) che hanno portato la propria esperienza lavorativa nelle più disparate parti del mondo. «Per secoli», dice Preloran, «l’Agordino è stato detentore di cultura mineraria esportandola in tutto il mondo. Ancora oggi tale riconosciuta professionalità emerge come ad esempio a Genova che ha visto due nostri tecnici assurgere alla notorietà dei media nella delicata operazione dell’abbattimento del ponte Morandi. Terminare il museo della cultura mineraria serve dunque a conservare e a tramandare secoli di storia dell’intera popolazione agordina, aggiungendo un’altra attrazione turistico-culturale di importanza non solo locale ma anche nazionale che coinvolga le molte realtà culturali legate all’attività mineraria presenti sul territorio agordino».

L’appello ai sindaci

Pur consapevoli dei tanti problemi che l’Agordino deve risolvere, gli “Amici dei minerari” invitano tuttavia i sindaci considerare l’importanza del museo minerario, «uno dei biglietti da visita più importanti per attirare un turismo non solo stagionale, ma che possa coprire tutto l’arco dell’anno. Siamo pertanto a chiedervi», conclude Preloran, «di dedicare una parte dei fondi dei comuni di confine per poter terminare l’opera già iniziata, in modo che possa diventare al più presto uno dei fiori all’occhiello del turismo culturale dell’Agordino». —



© RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Esorcismo al Santuario di Monte Berico: il racconto dei protagonisti

Insalata di gallina, radicchio, mandorle, melagrana e cipolla

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi