Ghiaia e sassi al posto dei pascoli: c’è malumore dentro le Regole

Il mancato acquisto di un terreno nella zona dei Ronche ha indirettamente causato il piccolo scempio 

CORTINA

La zona dei Ronche, in località Socol, dove sorge la stalla delle Regole d’Ampezzo (che da oltre due anni sta attendendo un nuovo gestore), si trova in questi giorni a dover fare i conti con una situazione non molto piacevole sotto il profilo ambientale e che ha anche provocato qualche malumore. Tutto è nato scorrendo l’ultimo notiziario delle Regole che, nella rubrica “Botta e risposta”, riporta la domanda un regoliere che vuole sapere per quale ragione nel corso dell’assemblea del 5 settembre non è stato spiegato come mai le Regole non hanno acquistato il terreno nei pressi della stalla, definito “monte” (“pascolo”, in ampezzano) che si sapeva essere in vendita e che invece è ora adibito a deposito di scarico di materiale ghiaioso da parte della impresa E.Ma.Pri.Ce. Un acquisto che avrebbe permesso alle Regole di avere una parte in più di “monte” da inserire nel proprio patrimonio agro-silvo-pastorale da mettere al servizio della stalla stessa.


«Il presidente Flavio Lancedelli», spiega in una nota la presidenza, «in assemblea ha volutamente sorvolato sulla questione per non incendiare gli animi. In realtà, prima di procedere nella scelta di destinare l’area a deposito, i proprietari dei terreni in questione erano venuti nei nostri uffici per venderci i 51.000 metri dei prati fuori ai Ronche; ma ci hanno chiesto la cifra di 600.000 euro per tutto il lotto. Le Regole sarebbero state interessate ad acquistare quei prati, ma ad un prezzo più basso. Così, i proprietari hanno pensato bene di farsi autorizzare un progetto che ora consente loro di scaricare sopra tutti quei prati due metri di ghiaia, progetto che hanno poi dato da attuare alla ditta E.Ma.Pri.Ce. e che, in sostanza, finirà per distruggere il pascolo per chissà quanti anni: i prati dei Ronche erano così belli e fecondi perché il terreno è fatto di strati di terra rosa del “raibl” (un tipo di roccia, ndr)», si legge ancora nella nota delle Regole, «adesso sarà molto difficile che sopra i due metri di ghiaia che hanno usato per coprire tutto possa un domani crescere di nuovo un buon pascolo che possa essere utilizzata dal bestiame della stalla lì vicino. Sulla situazione che si è venuta a creare le Regole non hanno ovviamente potuto fare niente: allo stato possono solo stare a vedere che “bel” lavoro è stato autorizzato e fatto...».

La vista all’occhio di chi si reca a passeggiare nella zona dei Ronche, da Socol verso San Vito, effettivamente ora non è di certo delle migliori sotto il profilo ambientale: il terreno che era usato come pascolo, storicamente usato a inizio e fine stagione dell’alpeggio, è ora ricoperto di sassi e ghiaia.

Inoltre, l’area interessata (di 55.292 metri quadrati) era attraversata nel mezzo da una caratteristica strada sterrata di proprietà regoliera: questa non è stata ovviamente ricoperta per cui, alla fine del lavoro, la zona risulterà un piano solcato con una sorta di trincea. Tutto regolare, comunque: autorizzato da Comune, enti e uffici di controllo, nonostante i numerosi vincoli paesaggisti e ambientali cui è sottoposto il territorio di Cortina. —



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