Orientare i neo laureati subito e con efficacia: l’antidoto alla loro fuga

Dal tavolo dedicato a “Lavoro e formazione” del Green deal un suggerimento alle istituzioni contro lo spopolamento

PIEVE DI CADORE

«Una scuola in grado di formare i giovani e un orientamento lavorativo rapido ed efficace: questo è l’unico antidoto valido per invertire la tendenza allo spopolamento della montagna e del Cadore».


Lo ha affermato Sindi Manuschi, coordinatrice del tavolo “Lavoro e formazione” del progetto Green deal Cadore 2030: una conclusione sulla quale ora sta riflettendo anche la Magnifica, ideatrice dell’iniziativa.

«Quando un giovane arriva alla laurea, per lui nasce il problema del lavoro», spiega Manuschi, «a quel punto il Cadore, ma anche Cortina e Belluno, sembrano realtà troppo piccole e si ha l’impressione che l’alta provincia non offra occasioni appetibili per chi vuole fare carriera. In realtà non è così, perché le occasioni ci sono: manca solo qualcuno che faccia sapere che le opportunità esistono e si occupi di illustrarle in maniera efficace».

«È necessario offrire agli studenti un sistema formativo e professionalmente integrato, capace di ascoltare i ragazzi e avvicinarli in modo costruttivo e aperto al mondo del lavoro», afferma Patrizia Luca (presidente del Rotary club Cadore Cortina) e chira Bressan, che hanno portato la loro esperienza al tavolo, «oggi molti ragazzi del Cadore non conoscono le reali possibilità che il territorio e il suo tessuto economico offrono. Non sanno ad esempio precisamente quali aziende ci sono in Cadore, e quindi è anche comprensibile che nelle nuove generazione si respira aria di pessimismo. Si pensa che il Cadore sia destinato ad una fine sicura, con un sentimento d’impotenza tale da far credere ai giovani che il loro futuro sia inevitabilmente lontano. È quindi fondamentale raccontare e dimostrare ai ragazzi che non è così. Per offrire ai giovani maggiori opportunità di successo formativo e professionale è dunque fondamentale uno stretto raccordo tra le scuole e il mondo produttivo. La scuola è la fonte primaria della conoscenza e riveste un ruolo fondamentale per la preparazione e la formazione di cittadini consapevoli. Orientare e informare i giovani e spingerli ad un processo di indagine su quelle che sono le realtà produttive che ci circondano», è la conclusione, «potrebbe agevolarli nella scelta della professione futura e contemporaneamente vincolarli al territorio. È indispensabile far conoscere agli studenti e ai loro genitori l’esistenza non solo delle grandi industrie, ma anche di tante piccole imprese e attività artigiane che sono la linfa del Cadore». —



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