A scuola di turismo dolomitico nell’ex municipio di Trichiana

Le Fondazioni Unesco e Angelini chiamano a raccolta gli operatori bellunesi Tre giornate per imparare a promuovere le montagne patrimonio dell’umanità  

borgo valbelluna

Il turismo all’ombra delle Dolomiti Unesco riparte da Trichiana. Gestori di rifugi, alberghi, B&B, affittacamere, agriturismi con possibilità di pernottamento: sono gli operatori turistici bellunesi chiamati a raccolta dalla Fondazione Dolomiti Unesco, dalla Fondazione Giovanni Angelini e dalla Provincia, assieme al Gal Prealpi e Dolomiti, al Fondo comuni confinanti e a Europa Direct.


Sul piatto c’è un corso di formazione di tre giornate che prenderà il via nell’ex municipio di Trichiana, dall’autunno scorso sede del Gal, per imparare a fare turismo in uno scenario unico e ben caratterizzato, quello appunto delle Dolomiti patrimonio dell’umanità.

Non solo: l’obiettivo è anche spingere gli operatori bellunesi dell’ospitalità a conoscersi personalmente e a “fare rete” tra di loro. Oltre che imparare a fare promozione diventando presenze attive sul territorio e nel mondo immateriale dei social network.

L’attività si svolgerà tra il mese di novembre e l’inizio di dicembre, cercando di non interferirecon i momenti di maggiore afflusso turistico. Proprio per dare modo agli operatori turistici di conoscersi direttamente, la prima giornata è stata prevista in presenza nell’ex municipio di Trichiana, con un numero massimo di 30 partecipanti muniti di Green pass.

Le altre due giornate sono previste online ma con una intensa attività di laboratorio, appunto per fare in modo che i partecipanti imparino a conoscersi e a fare rete tra di loro.

Intenso e variegato il programma degli incontri e degli interventi. L’11 novembre con gli esperti della Dmo Dolomiti si parlerà ad esempio degli elementi cardine per la nuova destinazione turistica del territorio bellunese, con Etifor si discuterà invece del management delle destinazioni turistiche.

Il 25 novembre si toccheranno i temi legati alla offerta turistica “esperienziale” nelle Dolomiti e del legame con il riconoscimento Unesco, si studierà l’esempio di San Vigilio di Marebbe come destinazione turistica sostenibile, oppure si ragionerà assieme a Michele Da Pozzo – direttore del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo –di come le aree protette costituiscano un valore aggiunto per un turismo responsabile.

Il 2 dicembre si entrerà quindi nel tema del turismo nell’epoca del coronavirus. Ad esempio con Umberto Martini, dell’università di Trento, che farà il punto sulla gestione dei flussi turistici e l’“assalto alla montagna” in tempo di pandemia, o si ascolterà il direttore dell’azienda turistica della Val di Fassa, Paolo Grigolli, per analizzare come nelle vallate vicine si sia stretto un patto tra imprenditori, territorio e comunità locale per favorire il turismo sostenibile.

Migliorare l’attrattività turistica valorizzando il patrimonio mondiale Unesco è un obiettivo dichiarato dell’iniziativa, tanto che proprio su questo argomento è previsto l’intervento di Monica Basile, responsabile marketing di Federalberghi del Trentino.

Una opportunità di formazioe e di confronto ampia, dunque, che punta a dare una nuova spinta al settore bellunese dell’ospitalità.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre, sul sito della Fondazione Angelini. —



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