Allevamento verso il futuro con il centro di stagionatura

Cooperativa Agordino latteria di vallata: «Struttura fondamentale per crescere» Il ministro D’Incà: «Questo magazzino è un motore di sviluppo sostenibile»

AGORDO

Nel dire che il magazzino per la stagionatura dei formaggi inaugurato ieri mattina a Rivamonte è «una struttura fondamentale per avere margini di crescita», il presidente della Cooperativa Agordino latteria di vallata, Roberto Chissalè, ha messo un punto ed è già andato a capo, pronto per scrivere nuove pagine di un libro iniziato il 12 maggio 2006.


Allora, infatti, nasceva la cooperativa che ha garantito un futuro a una realtà fatta dai piccoli allevatori locali. Dopo 15 anni la cooperativa ha dunque compiuto un ulteriore passo.

Alla presenza di tanta gente e delle autorità, ieri è stato tagliato il nastro del magazzino per la stagionatura nei locali un tempo occupati da una fabbrica di occhiali.

L’Unione montana agordina ha acquistato il capannone con 186 mila euro dei fondi di area vasta e, dopo un bando pubblico, lo ha dato in gestione alla cooperativa.

«Abbiamo investito circa 500 mila euro», ha detto Chissalè, «anche attraverso i fondi delle aree interne e il progetto Piccole latterie che fa capo alla Provincia: quando la base è buona, le istituzioni aiutano e la politica dà una mano, si raggiungono traguardi importanti. Non senza l’aiuto della gente che ci ha scelto e continua a farlo».

Chissalè ha anche rimarcato la soddisfazione per il paese in cui il magazzino ha trovato collocazione. «Lo avessimo avuto ad Agordo», ha detto, «saremmo stati più comodi, ma non c’erano le condizioni. Siamo però orgogliosi di essere a Rivamonte dove la Cooperativa agricola Canòp (che è un nostro socio conferitore assieme a Renato Schena) è riuscita nel tempo a continuare a sfalciare i prati garantendo quel paesaggio che tutti potete ammirare oggi».

Prima della benedizione del parroco don Fabiano Del Favero, si sono susseguiti gli interventi delle autorità fra le quali mancavano solo gli esponenti regionali che avevano però mandato un messaggio. E proprio alla Regione si è rivolto l’onorevole Dario Bond (Forza Italia). «In pianura», ha detto, «pare che sia tutto vino, ma non c’è solo il prosecco, bensì anche formaggi, ortaggi e miele. Sogno i bandi Psr fatti dalla Provincia di Belluno: con la legge regionale 25 era stata riconosciuta un’autorità, ma ora la Regione deve darci le competenze».

Dopo i saluti di Nino Deon, sindaco di Rivamonte, e di Paolo Frena, assessore all’agricoltura dell’Uma, Roberto Padrin, ha evidenziato come «questa è una delle giornate in cui mi sento orgoglioso di essere presidente della Provincia perché sono tra la gente della vera montagna».

L’onorevole Roger De Menech (Pd) ha ricordato come con il progetto Piccole latterie si sia cercato di costruire normative di riferimento e a servizio del territorio locale e ha posto l’accento sull’importanza della scuola per avere la qualità delle produzioni di montagna.

Infine il ministro bellunese Federico D’Incà (5 Stelle) ha ricordato le sue origini contadine e il peso del made in Italy lattiero-caseario (3 miliardi e mezzo su 500 miliardi di euro di esportazioni). «È un momento importante per il nostro paese che sta dando l’esempio in vari campi». ha detto, «e la nostra provincia deve essere esempio di crescita. Questo magazzino è il territorio che rinasce, è un motore di sviluppo sostenibile. Ricordiamo poi che agricoltura è turismo». —



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