La frana dietro casa «Dopo Vaia il nulla»

Fabio Fenti protesta per l’inesistenza degli interventi «Rinviano sempre. Sono tre anni che vivo col disagio»

CANALE D’AGORDO

Le responsabilità sono rimbalzate, i soldi sono apparsi e poi spariti, le ditte sembra non si trovino. Quel che rimane certo dopo tre anni è la frana nei pressi della casa di Fabio Fenti a Pisoliva, frazione periferica del comune di Canale. Uno dei tanti segni lasciati dalla tempesta Vaia di fine ottobre 2018. Dopo l’evento Fenti aveva un metro e mezzo di fango su un lato della casa. Ha dovuto sistemarsi la facciata e a sostituire il portone di casa. Da tre anni, però, aspetta che le istituzioni mettano in sicurezza il versante. Finora invano. «È un lavoro da 120-130 mila euro – spiega – devono mettere degli “ombrelloni” sul piede della frana affinché lo tengano dentro; quindi devono scoronare la frana stessa, livellare e posizionare reti, tiranti e corde d’acciaio. Mi hanno assicurato che è una frana superficiale, ma io da tre anni continuo a vivere con un forte disagio».


Quando piove in maniera più abbondante dal versante scende una fanghiglia che finirebbe ogni volta contro l’abitazione, se Fenti non avesse trovato un sistema provvisorio per evitarlo. «Se l’acqua sporca e i sassi non mi arrivano giù per le scale di casa – dice – è perché ho messo quattro tavoloni a protezione della scala e ho realizzato un canale che devia l’acqua. Ma perché devo vivere perennemente col disagio di tenermi pulito il canale affinché non mi arrivi la terra in casa?».

È una domanda legittima alla quale, però, le istituzioni non hanno ancora risposto con i fatti. «Due anni fa – ricorda Fenti – mi era stato detto che la Provincia non riusciva a fare i lavori e che avrebbe passato progetto e soldi al Comune. Poi mi hanno detto che occorreva attendere le elezioni regionali, la composizione della giunta e la nomina del responsabile dei lavori. Intanto è passato l’inverno ed è arrivata la primavera 2021 e il Comune di Canale ha sollecitato la Provincia. Mi hanno spiegato che il responsabile dei lavori era convinto che i lavori fossero già stati fatti. Quando ha capito che non era così, ha deciso che invece di farli coi soldi del post-Vaia li avrebbero fatti in somma urgenza con i soldi dell’alluvione di dicembre 2020». Ad oggi, però, nulla si è mosso. «L’ultima che mi hanno riferito è che non si riuscirebbe a trovare una ditta. Non lo so, io non ho niente contro i Serrai di Sottoguda, il lago di Alleghe, la Valle di Garés, ma ci sono anche altre realtà che reclamano attenzione. Qui in ballo non c’è solo la mia casa, ma anche la strada e il parcheggio sottostanti dai quali non so quanti sassi ho rimosso». —

Gianni Santomaso

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