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Finalmente i ristori per scuole e maestri di sci: un bando da 3,4 milioni

A tutti gli istruttori privati un assegno da 250 a 8.250 euro in base al giro d’affari. Le 32 strutture delle Dolomiti bellunesi potranno ricevere fino a 150mila euro

BELLUNO. Qualche maestro di sci avrà già dato le prime lezioni di una stagione finalmente partita quando cominceranno ad arrivare i ristori. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. La Giunta regionale del Veneto ha infatti approvato il provvedimento di 3,4 milioni per indennizzare delle perdite della scorsa stagione i maestri (duemila, di cui 1.200 in provincia) e le scuole di sci (32 sulle Dolomiti bellunesi).

«Il contributo a fondo perduto sarà assegnato attraverso uno specifico bando attivato da Unioncamere – fa sapere l’assessore regionale al turismo, Federico Caner –. Le restrizioni e le misure di contenimento della pandemia - hanno inciso in maniera profonda sul comparto della montagna causando gravi danni economici in tutto il settore del turismo alpino In Veneto il lockdown bianco ha causato una perdita di quasi 900 milioni di euro per le nostre montagne e finalmente possiamo annunciare l'arrivo dei ristori anche per questo comparto, grazie alla misura di sostegno assegnata dallo Stato alla Regione del Veneto».

Il bando sarà pronto entro la settimana. I maestri e le scuole vi accederanno presentando i loro dati. La dotazione finanziaria del bando sarà suddivisa fra le due categorie, destinando nello specifico 2.586.673 euro ai singoli maestri e 800.000 euro alle scuole di sci. Se i fondi destinati ad una delle due categorie non dovessero essere esauriti, potranno essere utilizzati a beneficio dell’altra.

«L’obbiettivo della misura intende, dunque, non solo ristorare gli operatori dai mancati introiti ma anche dare una prima iniezione di ossigeno alla montagna Veneta, in vista della riapertura della stagione invernale».

Nel dettaglio i 3.386.673,66 euro destinati complessivamente alle due categorie saranno così determinate: per le Scuole di Sci operanti in Veneto il contributo forfettario sarà calcolato sul valore medio dei ricavi dichiarati nel periodo di imposta 2017/2019, in base ad una percentuale massima del 10% e nei limiti di un importo massimo di 150mila euro per Scuola. Per i Maestri di sci, in possesso di abilitazione all’esercizio della professione, sarà assegnato un contributo forfettario di base di 250 euro, erogato a tutti i maestri a parziale copertura dei costi fissi, anche a prescindere dall’attività svolta; un contributo forfettario ulteriore di 600 euro a tutti i neo-maestri, che si sono iscritti all’albo professionale dopo il 15 marzo 2020; un contributo ulteriore (con esclusione dei neo-maestri) per la perdita di reddito subita nella stagione invernale 2020-2021, parametrato in relazione all’attività di maestro di sci sostenuta e ai relativi redditi dichiarati in uno dei periodi di imposta 2018-2019-2020, a discrezione del richiedente. L’importo totale per ciascun maestro non potrà superare il limite massimo di ottomila euro.

«Siamo soddisfatti, perché la Regione ha accolto non solo le richieste ma anche le modalità presentate dal nostro Collegio» affermano il presidente regionale Luigi Borgo e il coordinatore provinciale Fulvio Valt. «Siamo pronti alla ripartenza – afferma quest’ultimo, da Falcade -. La neve appena caduta, ci fa ben sperare. Arrivano le prime prenotazioni per il 4 dicembre ed il ponte dell’Immacolata, nonché per Natale e Capodanno. I contributi in arrivo ci aiuteranno ad aprire al meglio, senza dover ribussare alle banche, come abbiamo fatto in questi mesi. Non si dimentichi, infatti, che noi siamo fermi dall’8 marzo 2020, salvo brevissime parentesi per allenare gli atleti delle varie categorie, lo scorso inverno».

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