In mille in piazza a Mel per difendere il lavoro

Appelli al ministro Giorgetti a contattare Fincantieri per il salvataggio di Acc. Sul palco anche i lavoratori di Mel e Trichiana: «Basta promesse e pacche sulla schiena, serve subito una soluzione. Ci sentiamo abbandonati»

BORGO VALBELLUNA. In mille in piazza per il lavoro. Amministratori, religiosi, sindacalisti, lavoratori, ma anche semplici cittadini si sono dati appuntamento in piazza Papa Luciani a Mel per sostenere la causa dei dipendenti di Acc e Ideal Standard.

Tante voci dal palco, allarmi e appelli al Governo, che faccia finalmente qualcosa per salvare i due stabilimenti dalla chiusura e l’intera Valbelluna dal declino sociale. A prendere la parola anche il ministro D'Inca, che ha concluso la serie di interventi invitando "l'amico Giorgetti", ministro del Mise, a verificare entro il 20 novembre la disponibilità di Fincantieri a farsi carico, almeno temporaneamente, di un'azienda strategica come l'Acc. L'assessore regionale Elena Donazzan, dal canto suo, ha detto che l'amministrazione straordinaria dell'Acc deve continuare fino alla sua scadenza, quindi in primavera, per cui il Governo deve trovare i fondi ripetutamente promessi.  Per quanto riguarda l'Ideal Standard il ministro D'Inca ha invitato il Gruppo a dichiarare il prossimo 17 novembre la sua disponibilità a cedere lo stabilimento e il marchio Ceramica Dolomite.

Hanno parlato anche i due vescovi, monsignor Renato Marangoni e monsignor Corrado Pizzolo, accompagnati dai parroci e dagli operatori della Pastorale del lavoro. Il loro è stato un appello alle istituzioni, affinché due patrimoni così strategici e importanti socialmente non vadano dispersi: «Ma occorre intervenire immediatamente, dimostrando buona volontà a farlo», hanno sottolineato entrambi.

Sul palco anche alcuni rappresentanti dei lavoratori: «Ci sentiamo abbandonati, una soluzione va trovata entro pochissimi giorni, sia per l’Acc (il 20 è la data fatidica, ndr), sia per l’Ideal Standard (il 17 altra data importante, ndr). Fino ad oggi abbiamo sentito solo promesse, soltanto tante pacche sulle spalle».

Interventi anche da parte dei rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, che hanno affermato: «Le due aziende sono strategiche, non solo per il Bellunese, ma anche per l’intero Paese, per i prodotti che realizzano e per la professionalità dei lavoratori».

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