Si realizza la piazzola di osservazione del riparo della Val Rosna «Il Muvar è più vicino»

Sovramonte: la piattaforma avrà un binocolo e pannelli informativi  Dalla Torre: «Sarà una tappa delle visita al Museo multimediale»  

archeologia

Si gettano le basi di cemento su quella che diventa la piazzola di osservazione e punto informativo del “riparo di Val Rosna”. Sul luogo in cui è stato rinvenuto il cacciatore – il tracciato che si raccorda con Fiera di Primiero – Veneto Strade si occuperà di questo intervento da oggi e fino al 17 dicembre chiudendo a qualsiasi tipo di transito la strada interessata, ossia il vecchio sedime in prossimità del sito archeologico, fino a lavori conclusi. La circolazione per chi va o torna da Primiero in auto non subirà variazioni.


I lavori consistono nella realizzazione di un impalcato in cemento dove saranno posizionati un canocchiale-infoscopio per vedere meglio il luogo del ritrovamento, e dei pannelli informativi modello totem che rimanderanno al museo di Sovramonte. La piazzola di osservazione sarà dunque la prima tappa per i visitatori, a partire dalle scolaresche, di una “giornata archeologica” che dallo Schener porti a Sorriva dove il Muvar (Museo archeologico ricavato nel complesso scolastico) è prossimo all’inaugurazione.

Dell’homo sapiens ritrovato casualmente una quarantina di anni fa da Aldo Villabruna, si sono potuti ricostruire vita, morte e miracoli, con la paleontologia e la campagna di scavi archeologici che ne è seguita. E si è deciso di fare il Muvar, così si chiama il futuro museo, affidato a una ditta specializzata in allestimenti che riprodurrà un museo interattivo, con video e ricostruzioni in 3D, nei locali dell’Istituto comprensivo, nelle ex segreterie, con annesso parco archeologico, e appunto il recupero del sito della Val Rosna con la pulizia dell’area sulla quale vige un vincolo archeologico e paesaggistico.

«Si è voluto puntare a una musealizzazione a carattere didattico – divulgativo secondo le ultime tecniche di ricostruzione multimediale», ricorda ancora il sindaco di Sovramonte, Federico Dalla Torre. «Si sta provvedendo ora all’allestimento con le due ditte coinvolte», spiega Dalla Torre. «L’inaugurazione del Muvar si avvicina».

All’interno del museo saranno rappresentati i luoghi del ritrovamento, le modalità di vita dell’uomo preistorico e la particolare sepoltura oggetto del ritrovamento. Il museo è a cura dell’architetto veneziano Marino Baldin, noto nel Bellunese per il restauro del castello di Andraz e per la realizzazione dei musei dedicati l’uno a Albino Luciani in Canale d’Agordo, l’altro a Vittorino Cazzetta (esploratore del secolo scorso) a Selva di Cadore.

Si tratterà di un museo prevalentemente multimediale. L’illuminazione sarà garantita solo dalla luce delle teche e dei pannelli, molti dei quali in vetro retroilluminato. La passeggiata didattica consentirà di conoscere bene il nostro antichissimo antenato (il cui scheletro è tuttora custodito all’università di Ferrara), e la sua giornata tipo: come si vestiva per affrontare il freddo, come consumava i pasti, con quali medicamenti curava ferite o altri mali, compresi i denti cariati che, come emerso dalle indagini paleontologiche effettuate sul cranio, trattava con punte di selce affilatissime per la rimozione, e con propoli e cera d’api per l’infezione e la “sigillatura”. —



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