Nonna affettuosa e riservata, chi era la donna travolta e uccisa dal pirata a Fonzaso

Oggi è previsto il rientro dagli Stati Uniti del marito Giuseppe L’uomo stava seguendo un cantiere per la sua ex azienda

FONZASO. Nonna affettuosa, ma per il resto una vita condotta in modo estremamente riservato, vivendo le sue passioni – le passeggiate e la bicicletta – da sola oppure con i fratelli quando poteva coinvolgerli nelle sue uscite. È questo il ritratto di Emilia Santurini, la 63 enne deceduta tragicamente nell’incidente stradale avvenuto in zona industriale di Fonzaso, in prossimità della Fenadora. Una morte che ha lasciato il segno nella comunità fonzasina, anche per le modalità del decesso, avvenuto in modo cruento, a causa di un’auto che l’ha investita in pieno non lasciandole scampo.

Emilia Santurini viveva nella casa paterna in centro a Fonzaso e faceva la casalinga. Era sposata con Giuseppe Corso, che oggi rientra precipitosamente dagli Stati Uniti alla luce della tragedia accaduta. L’uomo, già in pensione, aveva risposto a una richiesta arrivata dalla sua vecchia azienda nella quale ha lavorato tanti anni. C’era un importante lavoro da portare avanti in California e lui aveva detto sì. Il primo rientro era previsto a settembre, poi era stato spostato a inizio dicembre. Gli eventi luttuosi che hanno riguardato la moglie lo hanno richiamato immediatamente in paese e oggi i parenti andranno all’eroporto di Venezia per accoglierlo e portarlo a Fonzaso.

Quanto alla moglie Emilia, la donna da qualche anno aveva trovato una passione in più da aggiungere a quella per le passeggiate e per la bicicletta: il nipotino che alcuni anni fa le aveva regalato la figlia Erica, dipendente Clivet. E a Emilia piaceva il ruolo di nonna.

Riservata e abitudinaria, era solita fare passeggiate nei dintorni di casa, fra la campagna e le traverse comunali, cosa che avveniva anche più volte al giorno. Oppure d’estate le piaceva coinvolgere i fratelli Egidio e Oscar che abitano entrambi a Fonzaso in escursioni in montagna. Nei mesi caldi le piaceva anche andare in bicicletta.

«Era fra le sue abitudini», raccontano i paesani. «Tutti i giorni capitava di incontrarla in queste camminate in solitaria che faceva sia di mattina che di pomeriggio. Ma era disponibile a un ruolo di nonna a tempo pieno dato che la figlia le aveva affidato il nipotino di cui si occupava in tutti i momenti del bimbo non impegnati da attività scolastiche o extrascolastiche. Era un punto di riferimento unico e solido per la figlia Erica che lavora in Clivet nella gestione del piccolo».

Donna riservata, Emilia non amava fermarsi a fare quattro chiacchiere con i vicini o con le persone che le capitava di incontrare. Oltre ai fratelli che abitano a Fonzaso, Emilia Santurini lascia anche una sorella, Daniela, che abita in provincia di Treviso.

In quel dannato pomeriggio di lunedì, quando la donna ha trovato la morte, la nebbia si era fatta fitta prima del crepuscolo. Fenomeno che non era passato inosservato nemmeno ai fonzasini che dalle finestre di casa hanno notato l’oscuramento del paesaggio coperto da una coltre sempre più pesante. Emilia non portava con sé, né una pila né un catarinfrangente, nelle sue uscite anche tardo-pomeridiane, abituata com’era ai luoghi percorsi tutti i giorni. Lunedì sera, tra l’altro, era vestita di scurol.m.- r.c.

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