Fonzaso, donna travolta dal pirata, domani l’autopsia

Il giovane alla guida dell’auto del nonno ha nominato un difensore. È stato un “runner” a trovare la scarpa dopo l’incidente

FONZASO. È stata fissata per domani l’autopsia sulla salma di Emilia Santurini, la donna di 63 anni di Fonzaso travolta e uccisa lunedì sera in zona industriale da un giovane guidatore che non l’ha soccorsa.

Scagliata oltre la ringhiera di recinzione della ditta Mauser dall’impatto con la Fiesta guidata dal ragazzo fonzasino di 25 anni, la donna è stata trovata senza vita solo la mattina, nonostante le ricerche di familiari e soccorritori allarmati per il suo mancato rientro.

L’esame autoptico disposto dall’autorità giudiziaria servirà a raccogliere ulteriori elementi sulle modalità del violento impatto e della successiva morte della donna, trovata dodici ore dopo all’interno dell’area aziendale, ai piedi del muro della ringhiera.

Il ragazzo, che era alla guida della macchina del nonno, ha già dato la sua versione martedì ai carabinieri della compagnia di Feltre che l’hanno rintracciato dopo il ritrovamento del corpo della donna, risalendo a quel particolare vecchio modello di Fiesta grazie allo specchietto retrovisore destro rimasto sull’asfalto. Era buio, c’era nebbia e si è distratto armeggiando con il telefonino mentre percorreva la strada della zona industriale in direzione Feltre-Fonzaso. È andato a sbattere, ha sentito il colpo ma, non vedendo nulla alle sue spalle, ha continuato il viaggio verso casa.

Il giovane, che è stato denunciato a piede libero con le ipotesi di reato di omicidio stradale e fuga dopo l’incidente, ha nominato il legale di fiducia che lo assisterà, l’avvocato Luciano Licini.

Certo è che non si è nascosto, anzi è andato a lavorare il giorno dopo – sempre lì in zona industriale – con la macchina con il parabrezza spaccato, il fanale anteriore destro distrutto e senza lo specchietto.

Non si è accorto del corpo di Emilia Santurini riverso a terra appena all’interno della recinzione nemmeno il giovane che ha trovato sull’asfalto e appeso alla ringhiera della ditta la scarpa destra della donna fonzasina. Si tratta di un runner, uscito per fare una corsa serale in zona industriale: si è fatto avanti con i carabinieri della compagnia di Feltre. Il fatto che lunedì sera si sia avvicinato alla ringhiera e non abbia visto nulla all’interno del giardino conferma le condizioni di scarsissima visibilità.

Un elemento che potrà servire alle indagini ma che non restituirà Emilia Santurini al marito Giuseppe Corso, rientrato in fretta e furia dalla California dove si trovava per lavoro e ieri attorniato dall’affetto della sua famiglia in questo momento tragico.

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