I medici del Comelico: «Vaccinatevi»

L’invito alla popolazione dei cinque professionisti del territorio: «Non vorremmo trovarci come lo scorso anno»

BELLUNO. «Vacciniamoci e arginiamo il contagio». È l’appello dei medici di medicina generale del Comelico ai loro assistiti e a tutta la popolazione dell’area. Un appello dettato dall’alta incidenza del contagio, ma anche della bassa adesione alla campagna di profilassi contro il Covid.

Dall’11 al 17 novembre scorsi il Comelico registrava 420 nuovi casi su 100 mila abitanti, contro una incidenza provinciale di 152 nuovi positivi ogni 100 mila residenti. «Non si deve scherzare col fuoco: dobbiamo contenere i contagi prima che sia troppo tardi», dicono Antonella De Tomas, Sebastiano Di Rosa, Aldo Bettini, Simone calgaro e Tiziano Favaretto, che hanno sottoscritto l’appello. «La nostra area», scrivono i camici bianchi, «si caratterizza per una bassa adesione alla vaccinazione anti Covid».

E i dati lo dimostrano. Nel comune di Comelico Superiore la percentuale di popolazione vaccinabile che ha ricevuto la prima dose è pari al 73,7%, dato che sale all’80,4% a Danta e all’82,5% a Santo Stefano. Relativamente basse, invece, le percentuali a San Pietro e a San Nicolò dove la prima dose di vaccino è stata inoculata rispettivamente al 73,8% e al 76,5% dei residenti. Si tratta di numeri inferiori alla media provinciale pari all’84,2%. Peggio vanno le cose se si guarda alla percentuale di residenti che hanno completato il ciclo vaccinale. Rispetto a una media provinciale dell’82,3%, in Comelico si registrano a quasi venti punti percentuali in meno: 63,3% a Comelico Superiore, 69,5% a Danta, 62% a San Pietro, 65,7% a San Nicolò e 69,7% a Santo Stefano.

«Questi dati dipingono una situazione preoccupante e reale: non vorremmo ritrovarci come lo scorso anno», dicono i cinque medici di base. «L’esperienza ha confermato sul campo l’efficacia della vaccinazione per prevenire le forme gravi di malattia. Vacciniamoci con fiducia e seguiamo le indicazioni per contrastare la diffusione del contagio: usiamo cioè la mascherina, laviamo spesso le mani, evitiamo luoghi affollati. Non sprechiamo quanto fatto fin qui e non fateci rivivere l’incubo dello scorso anno», dicono.

E parlando dello scorso anno, l’Ulss ha confrontato la situazione dal primo settembre al 15 novembre 2020 allo stesso periodo del 2021, evidenziando come il numero dei positivi e quello dei ricoveri si sia notevolmente ridotto. «Merito della vaccinazione», precisa la direttrice generale Maria Grazia Carraro, «che permette agli ospedali di proseguire con l’attività normale».

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