Scavalca le barriere per buttarsi dal ponte i carabinieri lo placcano e lo salvano

L’uomo è stato bloccato alle spalle e tirato di peso al sicuro all’interno delle protezioni. Brigadiere ferito nel parapiglia

FELTRE

Deciso a farla finita, si è fermato al bar ad Anzù a lasciare una busta con le sue ultime volontà ed è andato al ponte del Fante tra Quero e Vas per buttarsi nel Piave. Dal parapetto esterno, aggrappato con una mano, ha chiamato il 112 per assicurarsi che il suo corpo venisse trovato. Ma mentre l’operatore della centrale dei carabinieri di Castelfranco lo tratteneva in linea, facendolo parlare e sfogarsi, la pattuglia del Radiomobile di Feltre è arrivata sul ponte.


E visto che l’uomo dava loro le spalle e non li aveva visti, i carabinieri sono intervenuti con un vero e proprio placcaggio, afferrandolo di peso oltre la ringhiera e la rete di sicurezza alta quasi due metri e tirandolo al sicuro sul ponte.

Una manovra rocambolesca conclusasi con una caduta sulla strada che è costata qualche contusione a tutti e la sospetta frattura di un menisco al brigadiere delle pattuglia, ma che ha salvato la vita all’uomo.

Il drammatico episodio a lieto fine è avvenuto lunedì attorno alle 13,40, quando alla centrale operativa dei carabinieri di Castelfranco è arrivata la chiamata dell’uomo, un feltrino attorno ai settant’anni. Stava per farla finita e voleva essere certo che almeno il suo corpo venisse trovato, ha detto all’operatore della centrale, che ha percepito la serietà delle sue intenzioni.

L’uomo, in effetti, aveva già scavalcato sia la ringhiera sia la rete di protezione e parlava al telefono aggrappato con una sola mano. L’operatore dei carabinieri di Castelfranco, a cui la rete cellulare aveva inoltrato la chiamata al 112 fatta dal ponte di Vas con il telefonino, non ha perso il sangue freddo. Capita la serietà delle intenzioni dell’uomo, ha iniziato a parlargli per trattenerlo in linea, mentre contemporaneamente lanciava l’allarme alla centrale operativa di Feltre.

La pattuglia del Radiomobile, per un gioco del destino, era proprio in servizio nel Basso Feltrino.

I militari ci hanno messo sette minuti d’orologio per arrivare a tutta velocità sul ponte di Vas, a sirene spente per non mettere in allarme l’uomo. E la fortuna li ha assistiti: l’uomo, aggrappato all’esterno della rete di protezione del ponte e ancora al telefono con l’operatore della centrale operativa di Castelfranco, stava dando loro le spalle e non aveva né visto né sentito avvicinarsi la macchina dell’Arma.

Il brigadiere a capo della pattuglia e il collega, a quel punto, hanno deciso di intervenire con decisione. Avvicinatisi con cautela all’uomo, impegnato a parlare con la centrale di Castelfranco, sono balzati sulla rete afferrandolo e bloccandolo. Quindi, di peso, l’hanno tirato oltre la barriera.

Una manovra brusca che è finita con un ruzzolone di tutti e tre all’interno della protezione, sulla strada del ponte. Uno dei militari ha attutito con il suo corpo la caduta dell’uomo tratto in salvo, mentre l’altro è caduto pesantemente sull’asfalto. Ma ormai era fatta: l’uomo era in salvo. L’uomo, con qualche contusione ma sostanzialmente illeso, è stato accompagnato al pronto soccorso del Santa Maria del Prato. Più pesanti le conseguenze per il capopattuglia: il brigadiere ha riportato una sospetta frattura del menisco. L’entità della lesione è ancora in via di accertamento da parte dei sanitari, mentre il militare è fuori servizio per infortunio.

In precedenza, pochi minuti prima di chiamare il 112, l’uomo al centro della vicenda aveva telefonato al bar La Chiusa di Anzù dove si era fermato a lasciare una busta mentre scendeva verso Quero. Al telefono aveva spiegato dove era e cosa stava per fare, invitando la barista a portare la busta ai carabinieri.

La titolare del bar è corsa verso il comando di viale Montegrappa. Aperta la busta, che riportava confusi riferimenti agli uffici giudiziari di Belluno, i carabinieri hanno trovato una sorta di testamento lasciato, con una cifra importante in contanti e le istruzioni per pagare bollette ed estinguere finanziamenti, messaggi per familiari e amici e una ulteriore busta con un messaggio alla moglie. Un preoccupante segnale della determinazione dell’uomo a compiere quel gesto tragico che negli stessi minuti i due carabinieri di pattuglia avevano appena sventato.

Per chi attraversa un periodo difficile e arriva a pensare al suicidio esistono aiuti e supporti. De Leo Fund risponde al numero verde 800.168.678. Il Telefono Amico risponde allo 02 23272327, gli operatori del Progetto InOltre all’800 334343, mentre il numero di Telefono Azzurro 19696 è dedicato ai giovani. —



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