Acc, tre società interessate all’acquisto

La notizia arriva dal vertice al ministero dello Sviluppo economico. I sindacati premono: “La procedura vada avanti. Ora serve un piano industriale serio”

BORGO VALBELLUNA.  Tre società interessate ad acquistare lo stabilimento di Acc a Mel.

La notizia arriva direttamente dalla riunione che si sta svolgendo, oggi, 22 novembre,  al ministero dello Sviluppo economico tra la Direzione del Ministero stesso, il Commissario Maurizio Castro, i sindacati e le rsu. Ad annunciarlo sono i sindacati.  Una prima manifestazione proviene da un rilevante gruppo italiano che è già presente nel settore della componentistica per elettrodomestici; un’altra proviene da una grande associazione del movimento cooperativo e propone una operazione di workers by out; una terza infine proviene da un grande produttore asiatico. Ora dobbiamo sperare davvero che queste manifestazioni diventino presto offerte vincolanti.

“La notizia è veramente importante e, speriamo decisiva per il percorso da qui in avanti per il salvataggio di Acc. La grande mobilitazione del 13 novembre in piazza a Mel, con la forte partecipazione di tanti lavoratori e tante istituzioni per chiedere sostegno e soluzioni alle due crisi industriali che stanno colpendo il comune di Borgo Valbelluna, ha avuto una serie di significative risposte. Un eccellente accordo per trattare la vendita di Ideal Standard e ora, proprio annunciate dal Commissario Maurizio Castro, due “manifestazioni d’interesse” ufficiali anche per Acc, e forse ulteriori interessamenti potrebbero presentarsi a breve, direttamente all’Amministrazione straordinaria”, dicono Mauro De Carli e Stefano Bona rispettivamente segretari della Cgil e della Fiom.

“Per Acc", proseguono i due sindacalisti, “questo elemento non fa che confermare le nostre posizioni: ci sono gli spazi per generare intorno allo stabilimento di Mel diverse opzioni di salvataggio e queste si possono tranquillamente inserire nella pianificazione futura di vari soggetti industriali, sia di questo territorio che stranieri. Serve quindi un piano industriale che unisca prospettive di rilancio industriale e di mantenimento dell’occupazione. Chiediamo con forza che si possano riprendere le produzioni, per garantire e mantenere i clienti; e allo stesso tempo che si intensifichino i rapporti istituzionali con i vari soggetti industriali del settore elettrodomestico, sia quelli che hanno già manifestato interesse, sia altri, a cui gioverebbe per il futuro avere in Italia (forse anche per tutta l’Europa) un produttore come Acc nel campo del compressore per frigo o per la ristorazione collettiva. Chiediamo che si recuperi il tempo perso e si lavori uniti per una prospettiva per Acc”.

"Si tratta di interessamenti molto diversi fra di loro”, spiegano Gianluca Ficco e Michele Ferraro rispettivamente a capo della Uilm nazionale e provinciale, “anche per le potenziali ricadute occupazionali ed è proprio quest’ultima naturalmente la principale preoccupazione sindacale. Per Fim, Fiom, Uilm la priorità deve averla naturalmente la tutela dei posti di lavoro, nonché la ripresa produttiva dopo la triste interruzione avvenuta pochi giorni fa”.

“Infine invitiamo le Istituzioni - concludono Ficco e Ferraro - a collaborare fra loro a prescindere dalle appartenenze partitiche o dalle opinioni personali, che in passato hanno pesato negativamente sulla vertenza Acc, rendendola oggetto più di dibattici mediatici che di effettivi interventi”.

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