Oss non trovano casa: paga il conto il reparto per gli anziani inabili

Santin (amministratore Asca) rinnova l’allarme alla politica «Andiamo verso la chiusura, senza personale come si fa?»

AGORDO

«Quello degli alloggi per il personale è diventato un problema drammatico. Se stiamo andando verso la chiusura della struttura anziani inabili è anche perché gli operatori sanitari provenienti da fuori non trovano casa».


Lo dice Mariachiara Santin, amministratore unico di Asca, l’azienda speciale consortile agordina che gestisce la Rsa di Agordo. Un problema non nuovo quello messo sul tavolo, ma che evidentemente si sta aggravando tanto da spingere Asca e i Comuni agordini ad imboccare la via della chiusura del reparto anziani-inabili che si trova a valle dell’ospedale, staccato dai Polifunzionale 1 e 2.

«Quello abitativo», dice Santin, «è un dramma e adesso spiego perché. Negli ultimi due mesi abbiamo purtroppo salutato diversi operatori socio-sanitari, alcuni sono tornati a casa, nel sud Italia, altri hanno scelto grosse città come Padova e Verona, altri hanno accettato le proposte dell’Usl che sta assumendo personale».

Per Asca si è trattato dunque di sostituire tali partenze. «Avevamo già individuato otto-nove persone provenienti da fuori provincia che avrebbero preso il posto di quelle andate via», dice Santin, «da quanto mi dicono una coppia aveva già iscritto qui il figlio a scuola. Il problema, però, è che queste persone non sono riuscite a trovare alloggio in Agordino. Certo: qualcuno non avrà l’auto, qualcuno ne avrà una in due e avrà quindi problemi nello spostamento, ma in generale non si trova una casa».

Una questione, quella della difficoltà a firmare un contratto di affitto che non sia stagionale, riscontrata anche da altre persone, non solo da coloro che si candidano a un posto in Asca. Ieri su questo giornale, la giovane Alice Lazzaro ha espresso il suo fastidio per il fatto che, assieme al compagno, non riesce a trovare casa, mentre attorno ci sono un sacco di abitazioni chiuse.

«Al momento», dice Santin, « siamo riusciti a tamponare assumendo nove Oss agordini; e per agordini intendo persone che risiedono da sempre o da un certo periodo in Agordino. Sono persone che ad ottobre hanno concluso il proprio percorso formativo». Una buona notizia che, tuttavia, non può far passare in secondo piano la vera questione che avrà delle conseguenze sull’attività di Asca: il reparto anziani-inabili, già indicato più volte come struttura da risanare, è prossimo alla chiusura. «È un passaggio che faremo», annuncia Santin, «anche perché, con il problema abitativo, non riusciamo ad avere personale per coprire tutte le strutture». Sono questi dati e riflessioni che Santin ha più volte messo sul tavolo dei sindaci. Secondo le indiscrezioni uno dei progetti che la conferenza dei sindaci ha messo nell’elenco di quelli da finanziare con i fondi di confine di area vasta sarebbe la realizzazione di una nuova casa di riposo da 10 milioni di euro.

Su tale operazione il presidente dell’Unione montana agordina, Michele Costa, non entra nel merito, ma evidenzia come i sindaci siano al lavoro per trovare soluzioni sia al problema degli alloggi per il personale e sia a quello delle strutture per gli anziani.

«Da quando la scorsa primavera Santin ci ha prospettato tutte le problematiche», dice Costa, «gli argomenti sono all’ordine del giorno in tutte le riunioni di Asca che, per la gravità della situazione, sono molto frequenti e ci consentono di confrontarci costantemente. I sindaci sono attenti e stanno cercando la strada più efficace possibile e che eviti lo spreco di risorse. Sappiamo che dobbiamo investire sulle strutture, sulla formula gestionale e risolvere il problema alloggi». —



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