L’ex Media di Spert pronta a diventare base montana dell’ateneo patavino

Il prorettore Sambo e alcuni tecnici ieri in visita ai locali. Per la struttura prospettato un ampio ventaglio di utilizzi

ALPAGO. «Il possibile utilizzo dell’ex scuola media di Spert da parte dell’Università di Padova è un passo estremamente importante nella valorizzazione del nostro territorio, di tutto l’Alpago e dell’intera provincia bellunese».

Il sindaco di Alpago, Alberto Peterle, è intervenuto ieri (assieme a sindaci, assessori, tecnici comunali e amministratori nuovi e vecchi) all’incontro con il prorettore responsabile delle sedi esterne dell’ateneo patavino, Paolo Sambo. Teatro dell’incontro l’ex scuola media di Spert, costruita negli anni ’60 e ristrutturata negli anni scorsi grazie a una serie di finanziamenti ottenuti dall’allora amministrazione comunale di Farra d’Alpago (380. 000 euro in totale), con lo scopo di dedicare la struttura a convegni e a ritiro per gli atleti impegnati in gare sportive in Cansiglio. La struttura, rinnovata ora dal punto di vista tecnologico ed energetico, con 5 aule didattiche da 30 studenti su due piani e un’aula magna per una settantina di persone, potrebbe diventare un’estensione dell’Università di Padova per lo svolgimento di corsi intensivi settimanali inerenti diverse discipline universitarie, per la formazione di agronomi e forestali, per piccoli convegni «ma anche come summer school e sede di corsi estivi di recupero», ha sottolineato Sambo insieme ai suoi colleghi Vincenzo D’Agostino e Laura Secco, presenti ieri mattina al sopralluogo.

La scuola di Spert si trova al centro di un territorio come la conca dell’Alpago, “palestra” e laboratorio di temi importanti, a partire dallo sport, ma centrale anche riguardo l’ambito agrario, l’allevamento, i caseifici, l’ambiente montano, il clima, la geologia e lo studio delle acque, per citarne alcuni.

«Abbiamo un territorio cosiddetto green e, visto l’orientamento dell’attuale piano statale di investimenti, questa carta dobbiamo cercare di giocarcela tutta», ha detto il sindaco di Chies d’Alpago, Gianluca Dal Borgo, presente anche con l’assessore di Tambre, Loris Fagherazzi.

«L’Alpago è lo specchio dell’intera provincia montana, è un’opportunità che va oltre i temi naturalistici e che può coinvolgere anche altri aspetti del vivere in montagna», ha affermato il direttore del Gal Prealpi, Matteo d’Aguanno, riferendosi all’orizzonte transfrontaliero e alla Strategia macroregionale Alpina (Eusalp).

La necessità di favorire la sinergia tra enti diversi su un obiettivo strategico condiviso come questa collaborazione tra scuola e amministrazione pubblica è stata sottolineata da riferimenti alla Regione, alla Provincia e a tutti gli attori di uno sviluppo montano vicino al territorio.

Le attività di studio coinvolgerebbero a cascata anche il settore turistico, come ha sottolineato il presidente del Consorzio turistico Alpago Cansiglio, Cristiano Gaggion, che ha assicurato il sostegno del Consorzio e i servizi necessari a supportare il progetto anche dal punto di vista della ricettività.

Presenza benaugurale all’incontro anche quella di Angelo Funes Nova, laurea honoris causa proprio all’Università di Padova per la sua lunga e appassionata attività di studioso del legno.Ezio Franceschini

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