Predazione notturna in centro a Pedavena: sbranata una capra nella via del municipio

La capretta Berta

“Berta” viveva da dodici anni con la famiglia di Alberto De Carli. «Così agisce il lupo, sta ancora girando in zona»

PEDAVENA. Il lupo arriva in pieno centro a Pedavena, in via Roma. «Per l’esattezza davanti alla biblioteca comunale, a 150 metri dal municipio e a 60 dalla scuola materna».

È lì infatti che abita Alberto De Carli, il proprietario della capretta Berta che, nella notte tra lunedì 22 e martedì 23, è stata uccisa e in gran parte sbranata nel terreno attorno all’abitazione.

Nessun dubbio sull’autore della predazione per De Carli, che lavora per l’Ulss trevigiana e già in mattinata ha informato tutti gli enti competenti, dalla polizia provinciale all’azienda sanitaria, contattando nel pomeriggio il Comune per l’autorizzazione al seppellimento.

E che ha voluto quindi segnalare l’accaduto ai compaesani con un post su Facebook, «perché è giusto sensibilizzare: non contro il lupo ma per far prendere coscienza alla gente che il lupo sta entrando nei centri abitati, che tra l’altro non sono nemmeno il suo habitat naturale».

«Abbiamo come animali da compagnia anche due cani e due maiali vietnamiti», racconta De Carli. «La capretta ce l’avevamo da 12 anni, era come avere un cane: la lasciavamo libera nel prato, sapeva che non doveva uscire sulla strada e veniva a salutarci davanti alla porta. Un animale d’affezione che si faceva avvicinare e accarezzare da tutti».

Verso mezzanotte tra lunedì e martedì, racconta ancora il pedavenese, «mia moglie ha sentito i cani dei vicini abbaiare con insistenza. Alle 6 mi sono alzato e la nostra capretta non c’era più. L’abbiamo trovata morta nel prato a circa 150 metri da casa».

Una scoperta triste per la famiglia De Carli e preoccupante per la comunità pedavenese, che nel fine settimana aveva appena visto la predazione di pecore nane a Murle. «Ho chiamato la polizia provinciale, il veterinario dell’Ulss», dice il proprietario di Berta. «È il lupo, è il suo modus operandi e sta girando in zona. Ancora alle 5,30, ho visto dai social, è stato segnalato nei prati ai colli di Murle».

«Fino a quando siamo nella natura è un conto, ai margini della zona antropizzata anche», riflette De Carli. «Ma quando arriva in centro ad un paese come Pedavena, a prescindere dal fatto che abbia mangiato animali domestici, c’è da avere timore. Per arrivare fino a casa nostra ha dovuto attraversare strade, passare tra le case. E fermo restando che con il lupo dovremo imparare a convivere, bisogna trovare una soluzione per fare in modo che non si avvicini ai centri abitati».

Al pedavenese proprietario da 12 anni delle capretta, intanto, non resta che provvedere al seppellimento e a farla defalcare dal registro degli animali d’allevamento. «E a questo punto tutti gli altri miei animali verranno barricati ogni sera, monterò una porta stagna in modo che siano chiusi al sicuro, e li libererò ogni mattina. Come si faceva una volta».

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