Unifarco, fatturato su del 7% e ora si guarda al settore food

L’assemblea delle Farmacie specializzate ha confermato la solidità dell’azienda Slaviero: «Ci hanno offerto montagne di soldi per vendere, abbiamo detto no»



/ santa giustina


Fatturato in crescita del 7 per cento nonostante tutte le difficoltà legate alla situazione attuale, il cibo funzionale in farmacia come nuove frontiera e il punto di forza del contatto umano da contrapporre all’avanzata del commercio on-line. Riparte da qui Unifarco – società di Santa Giustina fondata e formata da farmacisti che propone prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up – che ha fatto il punto della situazione ieri all’assemblea nazionale della farmacie specializzate.

Un momento di confronto e di rilancio, che l’amministratore delegato di Unifarco Massimo Slaviero ha sintetizzato in tre parole: solidità, alleanza e interdipendenza, in un approccio nel quale i benefici della salute insieme a quelli sociali ed economici si rafforzano reciprocamente. Intanto un numero: «Unifarco è cresciuta del 7 per cento di fatturato quest’anno. Sfioriamo i 120 milioni, indicatore della forza del nostro sodalizio», dice Slaviero. «Sono stati fatti investimenti importanti per salvaguardare la salute dei collaboratori (in termini di prevenzione anti Covid) e l’utile non può essere brillante come gli anni scorsi, ma l’azienda è solida. Ci hanno offerto una montagna di soldi per comprarla, ma abbiamo rifiutato. Questo deve essere anche un monito a non vendere le farmacie, che sono un patrimonio di famiglia», evidenzia il Ceo di Unifarco, che mette l’accento sulla relazione tra l’azienda e la comunità scientifica dei farmacisti, e rilancia.

«Unifarco vuole affrontare non solo la cosmesi, ma anche il cibo funzionale. Sarà una parte di futuro della farmacia». Poi ci sono le nuove frontiere. «L’idea per rafforzare la competitività è quella di assistere i farmacisti attraverso due figure, il responsabile di zona (che c’è già e verrà rinforzato) e un assistente digitale». È la novità nell’intreccio tra realtà fisica e virtuale, che prevede l’introduzione di un consulente specializzato nel marketing digitale applicato al territorio di riferimento della singola farmacia. «Iniziative mirate sul bacino di utenza», prosegue Massimo Slaviero, che pensa a una piattaforma digitale per aiutare a prendersi cura delle persone. Industrializzazione nel nostro caso vuol dire personalizzazione».

Concetto ribadito anche da Luigi Corvi (vice presidente vendite e marketing e amministratore farmacie specializzate), parlando del contesto generale e di come affrontarlo: «Abbiamo bisogno di un sistema digitale integrato. Siamo oltre 650 farmacie e la sfida è mantenere la propria originalità». Per Gianni Baratto (“Scientific vice president”), «il consiglio che dà il farmacista è il valore aggiunto». C’è la capacità di trovare soluzioni per il benessere delle persone, oltre ad essere conoscitori di ingredienti e formule. «Abbiamo quindici brevetti, Unifarco fa innovazione e ricerca».

E in questa direzione va anche la realizzazione dei laboratori dedicati agli integratori alimentari nel nuovo sito produttivo a Villorba. «Sarà un altro orgoglio dei farmacisti preparatori», afferma Gianni Baratto. «Vogliamo alzare ancora l’asticella». —

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