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Al mulino di Andràz si macinano granoturco e ricordi con lo sguardo al futuro

LIVINALLONGO. Il rumore dell’acqua del rio Castello, che si sente oltre le assi in legno che foderano la struttura, un po’inquieta. È l’eredità di Vaia e degli eventi calamitosi che hanno segnato il recente passato di questa terra a generare sensazioni spiacevoli e al contempo a sbiadire, quasi a cancellare, il ricordo che l’acqua, con gli abitanti di queste valli, è stata anche benevola. 

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