Epta Costa cresce e assume, a partire dalla scuola

L’azienda cerca personale: «Pronti a collaborare con gli Iti, ci servono esperti in robotica, digitalizzazione, elettrotecnica»

LIMANA. «Le nostre porte sono aperte, cerchiamo sempre persone che abbiano passione e voglia di lavorare. Se vogliono possono venire da noi e poi noi faremo le nostre scelte». È un messaggio forte quello che arriva da Limana, dal presidente del gruppo Epta, Marco Nocivelli, nel giorno in cui nello stabilimento bellunese viene celebrato il marchio Costan e vengono illustrate le novità anche tecnologiche, che partono però da un angolo museale che racconta gli inizi della fabbrica, scoperti proprio durante il lockdown.

Nocivelli viene interpellato in merito alla situazione del lavoro in Valbelluna, con le crisi di Acc e Ideal Standard. «Noi siamo qua, siamo sul territorio, siamo tra quelli che in quest’anno difficile sono riusciti a fare assunzioni», spiega. «Questo è un segnale positivo e di speranza. Io conosco bene questa realtà e capisco anche le difficoltà di chi magari deve decidere di lasciare un lavoro a tempo indeterminato per uno a tempo determinato».

Si comincia così, spiega, in Epta-Costan, con contratti a tempo determinato. «Le persone devono aver voglia di fare questo passo, devono crederci. Poi le prospettive non mancano. La nostra azienda è in crescita». Il presidente ricorda un incontro di anni fa a Trichiana, in cui si discuteva se investire nel Bellunese fosse una strategia o una utopia. «Ho detto che non è facile investire in Italia, e che qui nel Bellunese paghiamo anche dei collegamenti internet discutibili. Eppure noi abbiamo sempre voluto investire qui. Non di utopia si tratta ma di passione, la passione di fare le cose per bene, di migliorarsi sempre».

Attualmente lo stabilimento Costan ha 1400 dipendenti. In sede sono in milletrecento, poi ci sono i venditori. Paolo Cavalleri, direttore operativo del gruppo in Italia, è arrivato a Belluno dodici anni fa, quando i dipendenti erano 800. «In questo momento stiamo assumendo, adesso ci sarà una pausa per le festività natalizie, poi riprenderemo a gennaio. I volumi sono in crescita e aumentiamo sia la parte dei macchinari che quella del personale. Certo, nell’ultimo periodo abbiamo incontrato alcune difficoltà a trovare personale, c’è una domanda inferiore all’offerta. Ora ci stiamo attivando per attirare risorse anche fuori dalla Valbelluna».

Ma che professionalità cerca Epta? «Sia figure specifiche che generiche e non facciamo selezioni in base all’età». Sul fronte delle materie prime Cavalleri ammette qualche problema soprattutto nella componentistica, ma «facendo parte di un grande gruppo abbiamo meno difficoltà, perché bilanciamo tra le diverse sedi operative. Finora non abbiamo mai avuto bisogno di bloccare le linee di produzione».

Sul tema della difficoltà a trovare persona, interviene Gregorio Todeschini, direttore del personale a Limana e a Padova. «Che figure mancano? Tutte. Ci sono competenze che ci interessano, come quelle nel campo della robotica, della digitalizzazione, dell’elettrotecnica, ma servono anche venditori e personale del marketing. Ci siamo resi conto che se il mercato del lavoro non fornisce queste professionalità, noi dobbiamo cercare di costruirle. Per questo stiamo attivando collaborazioni con le scuole, l’Iti Segato, l’Iti di Feltre. Siamo pronti ad andare nelle scuole, a spiegare il nostro lavoro, di cosa abbiamo bisogno. I ragazzi sanno di robotica, di stampa 3D, sono degli smanettoni, ma magari non sanno che cosa serve in azienda».

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