Santa Giustina, addio al manutentore Severino, amato dal Niger a Col Cumano

Pinna, 56 anni, è morto al Santa Maria del Prato dopo un breve ricovero. In missione con don Antoniol, era stato chiamato al centro di spiritualità

IL LUTTO. Severino Pinna è morto. E lo piange tutta la diocesi di Belluno Feltre. Aveva 56 anni, era stato in missione in Niger, prestava la sua opera al Centro papa Luciani di Santa Giustina.

«Era ricoverato all’ospedale di Feltre dal 19 novembre per una malattia scoperta da qualche giorno», così lo ricorda don Davide Fiocco, direttore del centro di spiritualità Papa Luciani di Col Cumano. «Era stato operato con qualche speranza, ma una serie di complicanze ha avuto un esito fatale nella serata di mercoledì. La nostra comunità ne vuole ricordare la figura per quel legame di collaborazione e amicizia che andava avanti da oltre un decennio».

I funerali saranno celebrati domani alle 9 nella chiesa parrocchiale di Santa Giustina. La salma verrà poi portata alla cremazione: i familiari riporteranno le ceneri nella sua Sardegna.

Severino era infatti nato a Cagliari il 5 febbraio 1965: portava il nome del padre che non ha potuto conoscere, morto di incidente sul lavoro pochi mesi prima della sua nascita. Cresciuto dalla madre e da una folta schiera di fratelli, era entrato nel mondo del lavoro, specializzandosi nel settore immobiliare. Era poi passato a Bergamo a lavorare in una grande tipografia e poi in Islanda in un cantiere minerario.

Approdato al villaggio di Corte in Cadore, era entrato in contatto con don Virginio De Martin – allora parroco di Valle, Venas e Cibiana, ora a Farra di Feltre – e di lì si convinse di donare qualche anno della sua vita in Niger, nella missione di Gaya, al fianco del missionario feltrino don Augusto Antoniol.

«Il carattere forte e generoso ha reso Severino intraprendente progettista, capocantiere e impresario, per realizzare dalle fondamenta quelle strutture che la nostra diocesi ha lasciato a beneficio della comunità cristiana locale», sottolinea don Fiocco. «Tra le maestranze nigerine ai suoi ordini è rimasto senz’altro un ricordo e non solo per i modi e gli arcani intercalari in sardo che non mancavano mai».

Nel 2017, il vescovo Renato Marangoni, richiamando don Augusto in diocesi, ha avanzato una proposta a Pinna: «Perché non metti la tua sapiente manualità al servizio del centro Papa Luciani?». In questo modo Severino è diventato manutentore a Col Cumano, dove ha dato ampia prova delle sue abilità nella cura del verde, dei fiori, della casa.

«Il vescovo Renato, gli addetti del Centro missionario diocesano, il Consiglio di amministrazione e i dipendenti del centro Papa Luciani si uniscono ora in un abbraccio di solidarietà e cordoglio, che vogliono far giungere nell’amata Sardegna ai fratelli, alle sorelle, ai nipoti», dice don Fiocco. «Ricordano nella preghiera quest’uomo un po’ burbero, ma dal cuore grande, che era diventato uno dei nostri. A maggior ragione, sarà ricordato con nostalgia nei prossimi giorni, quando verrà acceso il grande albero di Natale di Col Cumano: un’idea sua». Ora riposi in pace, nelle braccia del Signore Gesù».Francesco Dal Mas

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