Aggredito da tre banditi, Mainardi aveva rifiutato il ricovero: esami sulla causa del decesso

L’uomo era stato visitato all’alba dai sanitari del Suem 118 e aveva i parametri vitali a posto. Toccherà all’autopsia chiarire i motivi del decesso

LORENZAGO. Parametri vitali tutti a posto. Buona lucidità, soltanto qualche piccolo segno intorno ai polsi, perché Angelo Mainardi era stato legato dai tre malviventi mascherati. L’ispezione cadaverica esterna, eseguita domenica pomeriggio dopo il ritrovamento del cadavere, non ha evidenziato altri segni di colluttazione, certo bene non è stato trattato.

All’alba di domenica, era stato lo stesso Mainardi a rifiutare il trasporto al Pronto soccorso del Giovanni Paolo II, dopo la visita da parte dei sanitari del 118. Era senz’altro un po’ scosso, ma stava bene, tanto è vero che a mezzogiorno aveva anche pranzato. Nessuno avrebbe mai immaginato che, appena due ore dopo, sarebbe deceduto.

Chi lo conosceva bene racconta di un anziano sveglio e accompagnato da uno stato di salute complessivamente buono. La testa funzionava ancora a dovere, unico acciacco alle gambe: faticava a camminare, come capita a molte persone della sua età. Non aveva problemi cardiaci, ma non si può escludere che sia morto per infarto.

Il sostituto procuratore della Repubblica di turno, Alberto Primavera ha disposto l’autopsia. Oggi pomeriggio il medico legale Antonello Cirnelli riceverà l’incarico e provvederà all’esame autoptico all’ospedale San Martino di Belluno. Il quesito riguarda le cause della morte e se questa possa essere collegata o meno alla rapina in casa.

I delitti ipotizzati nel fascicolo d’inchiesta sono quelli di rapina, appunto, lesioni e morte come causa di altro reato: «Non si annunciano indagini semplici», anticipa il procuratore della Repubblica, Paolo Luca «non sappiamo se ci fossero stati dei problemi di salute in precedenza e se questi possano aver influito o meno sul decesso. L’altra possibilità è l’esistenza di un nesso causale tra la rapina e la morte, che comunque andrebbe dimostrato. Poi può anche darsi che fosse semplicemente arrivata la sua ora. Quello che non sappiamo bene è cosa sia successo tra mezzogiorno e le 14 di domenica. Mainardi viveva da solo e purtroppo nessuno è più in grado di dircelo».

Non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati, men che meno i sanitari giunti sul posto con l’ambulanza: «L’èquipe medica aveva fatto tutto quello che doveva fare e il paziente era libero di decidere se farsi ricoverare o meno in ospedale, se il suo aspetto era rassicurante. Per cominciare, facciamo l’autopsia, che ci darà delle risposte alle domande, che in questo momento si stanno facendo un po’ tutti».

Fino a ieri sera la famiglia Mainardi non si era affidata ad alcun avvocato di fiducia, tanto meno aveva incaricato un proprio consulente di parte, che assista all’esame. In obitorio potrebbe esserci soltanto Cirnelli, che in un secondo momento chiederà il tempo necessario ad arrivare a delle conclusioni precise.G.S.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Adolescenti in crisi dopo due anni di isolamento, lo psicologo: "La pandemia passa, il trauma resta"

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi