Contenuto riservato agli abbonati

Appello dei parenti per una gestione più umana della Rsa di Agordo. «Persone non merci»

La Rsa di Agordo è al centro delle polemiche per una gestione considerata poco attenta

Con una lettera, ventitré famigliari degli ospiti chiedono aiuto. «Non solo conti, migliorare le condizioni dei nostri cari è un dovere»

AGORDO. «Nel registro della contabilità di questo tipo di aziende ci sono persone, non merci e noi famigliari vorremmo avere il meglio per i nostri cari. I problemi che ci sono non possono essere tutti ricondotti all’epidemia».

È un grido d’aiuto quello che arriva da ventitré famigliari degli anziani ospitati nella Rsa di Agordo gestita da Asca che hanno sottoscritto una lettera in cui mettono in luce le loro preoccupazioni tutt’altro che sopite dopo gli interventi della scorsa settimana da parte dell’amministratore unico di Asca, Mariachiara Santin, e del presidente dell’assemblea dei soci di Asca, Michele Costa.

Questo articolo è riservato a chi ha un abbonamento

Tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€ poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Noi Corriere delle Alpi la comunità dei lettori

Video del giorno

Tutto calcolato, tra il superyacht e il ponte ci sono solo 12 centimetri

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi