Ideal, avanti con le tre offerte. Due settimane per verificarle

Il tavolo regionale si è dato fino al 15 febbraio per approfondire i piani. Zaia: «Fare presto e bene»

BORGO VALBELLUNA. Tre progetti industriali importanti, diversi tra loro anche per cultura, da approfondire per ora in parallelo per individuare al piano migliore per il rilancio dell’Ideal Standard.

È così che il gruppo di lavoro regionale composto dall’assessore Elena Donazzan, unità di crisi, sindacati, rsu, ministero dello Sviluppo economico, Invitalia e l’advisor individuato dal gruppo multinazionale proprietario dell’ex Ceramica di Trichiana, intende muoversi per scegliere il piano di reindustrializzazione della fabbrica. In gioco c’è il futuro di 450 lavoratori. La scelta è stata presa ieri al tavolo dove sono state aperte le tre buste contenenti le offerte vincolanti di acquisto dello stabilimento bellunese. Offerte su cui vige il massimo riserbo.

Le tre proposte arrivano da un gruppo asiatico con sedi produttive anche in India, e da due aziende italiane di cui una composta da una cordata di imprese. Lo scopo del tavolo è di ricercare una soluzione industriale per l’ex Ceramica che possa salvaguardare i livelli occupazionali, ma anche garantire un rilancio duraturo del sito di Borgo Valbelluna, sito che chiuderà la produzione alla fine di febbraio quando scatterà la cassa straordinaria.

I piani presentati dai possibili acquirenti, tutti operanti nel settore della ceramica sanitaria, sono «estremamente disomogenei fra loro, in quanto costruiti su impostazioni molto diverse dettate dalla differente tipologia dei soggetti investitori», dicono da Venezia. «Ciascuna delle proposte presenta punti di forza e numerosi punti da chiarire, sia di natura industriale che legale».

Questo significa che nei prossimi giorni si dovranno approfondire alcuni aspetti peculiari dei progetti a cominciare da quelli legali inerenti il tipo di società, ad esempio, che hanno in mente per Trichiana gli acquirenti: si tratta di una newco o di una acquisizione tale e quale della fabbrica? In questi casi la legislazione è diversa. Si dovrà poi capire come tradurre nel codice italiano modi di agire consentiti ad esempio nel mondo asiatico.

Insomma approfondimenti che necessitano di tempo e che hanno spinto il tavolo a tenere in considerazione, almeno fino al prossimo incontro previsto per il 15 febbraio, tutte e tre le proposte, studiandole grazie anche all’aiuto dell’advisor. L’obiettivo è quello di arrivare a presentare, al prossimo incontro, una valutazione comparata completa delle proposte industriali da sottoporre al tavolo di monitoraggio veneto che deciderà come proseguire per arrivare alla soluzione.

«L’incontro ha confermato la bontà del percorso che abbiamo condiviso con le parti per ricercare nuove e solide prospettive industriali per il sito di Borgo Valbelluna. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione e l’impegno per e di concretizzare l’obiettivo prefissato nei tempi più utili possibili», dice l’assessore a nome di tutti i presenti.

Ma a spingere perché si faccia «presto e bene per i lavoratori di Ideal Standard e per tutta la comunità di Borgo Valbelluna», è il governatore Luca Zaia che sta seguendo da vicino questa partita, insieme a quella dell’Acc. Zaia non dimentica che in ballo ci sono 450 lavoratori con le loro famiglie e quindi assicura che la Regione è impegnata al massimo per una soluzione positiva della vicenda, «nel rispetto dei tempi e delle tappe previste dal cronoprogramma. È doveroso approfondire le proposte industriali con un lavoro di valutazione rigoroso ed equo. Sono certo che il tavolo istituzionale sceglierà la proposta che meglio sarà in grado di garantire un futuro allo stabilimento di Trichiana e a tutti i suoi lavoratori», conclude Zaia.

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