Feltre, il concorso va deserto: Oncologia senza primario

Non era mai accaduto che non ci fossero candidati per guidare un reparto. Continua il momento no, negli ultimi mesi si sono registrati diversi esodi

FELTRE. Svolta epocale per il Santa Maria del Prato, e non in positivo. Non si contano altri casi, nella lunga storia dell’ospedale, in cui finora non si sia candidato nessuno per un concorso di primario.

È successo per Oncologia: già pochi erano i candidati per il “concorsone” di azienda Zero, diciassette papabili ma solo tre quelli che si sono presentati per il servizio pubblico della Regione. E gara deserta, quindi nessun candidato, per dirigere l’unità operativa complessa di Oncologia dell’ospedale di Feltre.

Dopo la scelta di Davide Pastorelli di andare a dirigere Oncologia clinica del centro privato di Peschiera sul Garda, con dimissioni rassegnate a luglio di un anno fa, il reparto del Santa Maria del Prato è rimasto senza primario. Era stato autorizzato il concorso dalla Regione, ma nessun candidato ha avuto interesse a venire a Feltre.

A quanto è dato sapere era stata suggerita la candidatura di Giovanis Petros, medico oncologo del Santa Maria del Prato, per portare avanti il servizio come struttura semplice dipartimentale, ma nell’ambito della commissione pare che il profilo del professionista sia stato giudicato non idoneo a un ruolo di questo tipo.

Quindi, nelle more di un nuovo concorso per direttore, dovrebbe spettare al primario di Oncologia di Belluno provvedere alla “vacanza” di un pari feltrino, riproducendo ciò che già avviene per Nefrologia e Dialisi dopo che il primario Bandera, nominato primario a Feltre nel 2015 ha accettato l’incarico di direttore a Belluno nel 2019, affidando un reparto a una facente funzioni, Morena Giozzet, unico medico in organico che si avvale della collaborazione di due colleghi pensionati per le visite ambulatoriali.

Un anno da dimenticare, per il Santa Maria del Prato, che fra ultimo scorcio del 2021 e inizio 2022, ha contato l’esodo di tre primari e deve mettere in conto il pensionamento di altri apicali. A dare il via alle dimissioni volontarie è stato Massimo Semenzin, primario Psichiatra che ha scelto l’ospedale di Pordenone come luogo di lavoro e forse di fine carriera, riservandosi però l’aspettativa senza assegni dal Santa Maria del Prato fino a febbraio di quest’anno, qualora dovesse tornare sui suoi passi.

Ha seguito lo stesso percorso Davide Pastorelli che ha optato per una clinica privata sulle rive del lago di Garda. Poi, è stata la volta di Anna Casanova che in estate dell’anno appena trascorso aveva vinto il concorso per il Santa Chiara di Trento e vi si è trasferita “armi” professionali e bagagli. Entro marzo andrà in pensione Federico Innocente, primario di Anestesia e Rianimazione.

E non è detto che anche Marianna Lorenzoni, direttore medico di ospedale approdata al Santa Maria del Prato pochi giorni prima della catastrofe Vaia, che ha saputo gestire con sangue freddo e competenza estrema, non lasci il nosocomio feltrino per avvicinarsi a casa, zona Verona a un passo da Brescia.

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