Borgo Valbelluna, la cultura e il turismo ripartono da Luigi Cima

Inaugurata la mostra tra Mel, Trichiana e Lentiai dedicata al maestro della pittura. Cesa: segnale di entusiasmo e speranza. D’Incà: iniziativa che unisce il territorio

BORGO VALBELLUNA. La mostra «Luigi Cima, tra i maestri del vero» che da oggi apre i battenti a Mel, Trichiana e Lentiai giocherà un ruolo fondamentale per il rilancio della cultura e del turismo in Valbelluna.

Il concetto è emerso con forza dai protagonisti della presentazione dell’evento, ieri in sala affreschi del municipio di Mel. Grazie all’evento dedicato al pittore di Villa di Villa protagonista del panorama artistico italiano tra Ottocento e Novecento entrambi gli ambiti avranno così l’occasione di trovare nuova linfa vitale dopo i tempi difficili della pandemia. Le varie iniziative correlate renderanno l’arte protagonista in ciascuno dei tre ex Comuni, da oggi fino al 5 giugno.

«In questi anni in cui siamo abituati a vivere in un contesto molto complesso», è intervenuto il sindaco Stefano Cesa, «carico di tante crisi di valori e di identità, abbiamo bisogno di un antidoto: una ripartenza all’insegna dell’entusiasmo e della speranza, con la cultura quale unico elemento in grado di fornirci gli strumenti di analisi critica necessari per poter interpretare il tempo che viviamo e soprattutto per potervi comprendere i cambiamenti. Essa rappresenta inoltre il mezzo attraverso il quale poter riscoprire e rafforzare i valori legati sia all’ambito umanistico che al rispetto dell’uomo e dell’ambiente».

Cima è stato il pittore e l’artista che ha celebrato la bellezza del territorio e delle sue unicità, ha sottolineato Cesa, valorizzando l’amore per la propria gente attraverso la propria creatività di ingegno, sullo sfondo di una cultura rurale che per lui era «carica di valori». La cultura come elemento trainante per l’unione del territorio e per la sua crescita, insomma, in attesa di ulteriori investimenti futuri.

«La mostra simboleggia un percorso che ci permette di unire ancor più il nostro Comune», ha poi aggiunto il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, secondo il quale l’artista zumellese, nato a Villa di Villa il 5 gennaio 1860, «dipingeva bellezza, che ritroviamo nei luoghi in cui viviamo e che deve essere tramandata. Con questi passaggi culturali così importanti, abbiamo tutte le possibilità di dare l’esempio per guardare con fiducia verso il futuro».

Per la consigliera regionale Silvia Cestaro, l’organizzazione della mostra allestita dall’associazione Art Dolomites costituisce un’eccellenza del territorio, in particolar modo perché Cima è stato un esempio per la capacità di far emergere l’anima delle cose e dei paesaggi, per trasmetterla ai posteri. La pensa così anche il presidente della Provincia, Roberto Padrin, per il quale la mostra dedicata a Cima è il segnale della ripartenza e del ritrovarsi assieme per ammirare qualcosa di bello.

«Penso che questo sia il grande significato dell’iniziativa e di tutte quelle che mi auguro nei prossimi mesi la nostra provincia riuscirà a presentare nei vari territori», ha sottolineato Padrin. «Sono questi i momenti che ci devono rendere orgogliosi di essere bellunesi», ha incalzato, sottolineando come la figura di Cima «sia l’esempio della capacità che noi abbiamo come bellunesi di presentarci al mondo in tutte le nostre più diverse sfaccettature e capacità. Dei valori profondi. C’è bisogno più che mai, in questo periodo, di vivere nuovamente di passioni».[FINETESTO] —

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Vasco Rossi in concerto a Trento: il ritorno live è un successo

Farinata con asparagi e cipollotti

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi